Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiUna miniera (è proprio il caso di dirlo) di dati per il cloud ma anche l’IA, l’Intelligenza artificiale. Ha aperto i battenti a Predaia (Tn), in Val di Non, il data center Intacture.
Si trova dentro una miniera a 100 metri di profondità sotto le Dolomiti, cosa che permette una temperatura costante di 12 gradi e dunque non richiede costosi impianti di raffreddamento per i cervelloni elettronici che ci lavorano. L’infrastruttura, opera di Trentino DataMine, è dentro questa miniera di dolomia ancora attiva, in uno spazio ipogeo che è stato progettato, scavato, cablato e certificato secondo i più alti standard internazionali.
Un'opera ciclopica tra roccia e tecnologia
È stata un’opera ciclopica: 63mila metri cubi di roccia estratta e riutilizzata, 54,4 km di cavi posati nella sola prima fase. Il fornello, cioè il pozzo verticale che collega il polo uffici alle sale server è profondo 40 metri, le due gallerie operative del data center sono estese per 170 metri, alte 7 e larghe 12.
Intacture è stato realizzato con il contributo dei fondi del Pnrr, valore 18.4 milioni su un investimento di oltre 50. Spiega Dennis Bonn, ad di Trentino DataMine: «Intacture nasce per offrire un’alternativa ai modelli tradizionali di data center, sfruttando la protezione naturale del cuore della montagna per rispondere alle sfide di sicurezza, sostenibilità ambientale e di sovranità del dato». E ancora: «Non abbiamo progettato una semplice infrastruttura, ma una piattaforma strategica pensata per generare ricadute dirette sul territorio: dall'innovazione delle imprese alla crescita delle competenze. L’idea è che questo divenga un polo di aggregazione naturale per la ricerca e l’economia digitale del Trentino».










