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Lorenzo Padoan

Inaugurata la struttura in Val di Non. Il freddo naturale della montagna permette di ridurre drasticamente l’energia necessaria a raffreddare i server. Il ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin: «Un gioiello tecnologico»

Dodici gradi, gli stessi di Reykjavik e venti in meno rispetto all’esterno. Serve almeno un maglione per entrare nel nuovo data center di Predaia, una struttura che il ministro per gli affari europei e il Pnrr, Tommaso Foti, definisce senza mezzi termini «un miracolo italiano». Poi si corregge e parla di «una felice intuizione», il senso non cambia.

Il centro di elaborazione dati«Intacture» è il primo centro europeo di elaborazione dati costruito all’interno di una miniera ancora attiva. Una struttura in cui i server e gli altri sistemi informatici conservano ed elaborano grandi quantità di informazioni, facendo funzionare servizi online, applicazioni cloud e modelli di intelligenza artificiale. Il freddo naturale della montagna è il principale vantaggio competitivo del centro, perché permette di ridurre drasticamente l’energia necessaria a raffreddare i server. Per il ministro dell’ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, non meno celebrativo di Foti, si tratta di «un gioiello tecnologico», «assolutamente perfetto» sotto il profilo del consumo d’acqua. Il Pue, il parametro utilizzato per misurare l’efficienza energetica di un data center, dovrebbe rimanere al di sotto di 1,25. Intacture sarà così più efficiente di circa il 30 per cento rispetto ai tradizionali centri europei di elaborazione dati.