Nel cuore della tecnologia mondiale, dove hanno sede colossi come Google, Apple e Meta, il calcio amatoriale è diventato una vera passione. E per vincere, alcune squadre non esitano a investire cifre importanti pur di assicurarsi giocatori di livello.
Il calcio negli USA non è solo la Coppa del Mondo. La Silicon Valley è sinonimo di innovazione, startup miliardarie e aziende che dominano il mercato globale. Eppure, una volta terminata la giornata lavorativa, anche tra programmatori, dirigenti e ingegneri prende vita una tradizione molto più semplice: una partita di calcio tra amici.
Nella zona della Baia di San Francisco, dove si trovano le sedi di giganti come Google, Apple, Meta, Nvidia e Netflix, esiste infatti un fitto sistema di campionati amatoriali che coinvolge centinaia di dipendenti delle grandi aziende tecnologiche. Un fenomeno che unisce persone provenienti da contesti molto diversi, dagli sviluppatori software ai lavoratori impiegati nei servizi. A raccontare questa realtà al quotidiano spagnolo Marca è Jorge Fernández, organizzatore di tornei locali e allenatore del Silicon Valley FC. Secondo Fernández, la forte competitività che caratterizza il mondo delle Big Tech si trasferisce spesso anche sul campo da gioco. Per le partite più importanti, alcune squadre arrivano persino a ingaggiare ex calciatori professionisti provenienti da Sudamerica e Messico.







