Si è aperta questa mattina, davanti al gip Gaetano Di Martino del Tribunale di Ragusa, la prima udienza destinata a stabilire se i tre indagati per l’omicidio di Giuseppe Ottaviano, 42 anni, ucciso nella sua abitazione di Scicli nella notte tra l’11 e il 12 maggio 2024, dovranno affrontare il processo. Un passaggio cruciale in un’inchiesta che, a più di un anno dai fatti, continua a scuotere la comunità sciclitana.
Secondo la ricostruzione della Procura di Ragusa, due uomini — un 44enne, in carcere dal novembre 2025, e un 27enne, entrambi di Scicli — sarebbero responsabili dell’omicidio aggravato in concorso e della violazione di domicilio. A loro si aggiunge la compagna del 44enne, ex compagna della vittima, accusata di favoreggiamento.
Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Ragusa, dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Modica, dalla Tenenza di Scicli e dai tecnici del Ris di Messina, avrebbero delineato un movente di natura passionale. Al centro, la presunta volontà del 44enne di interrompere definitivamente le pressioni di Ottaviano, che avrebbe tentato di riallacciare la relazione con la donna.
Gli investigatori ritengono che i due uomini, dopo diversi sopralluoghi nei pressi dell’abitazione della vittima — ripresi dalle telecamere della zona — avrebbero forzato l’ingresso dell’appartamento nella notte del delitto. Una volta dentro, sarebbe scattata l’aggressione. Ottaviano, già in condizioni psicofisiche compromesse dall’assunzione di alcol e stupefacenti, non avrebbe avuto la forza di difendersi. L’autopsia ha evidenziato fratture multiple nella parte superiore del corpo, lesioni ritenute compatibili con un pestaggio violento e ritenute causa del decesso.









