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Ultimo aggiornamento: 15:37
Il collaboratore di giustizia Maurizio Avola potrebbe essere sentito sull’omicidio del giudice Antonino Scopelliti, ancora prima che la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria decida se esercitare l’azione penale nei confronti degli indagati accusati del delitto consumato il 9 agosto 1991 a Piale, una frazione di Villa San Giovanni.
I suoi difensori, gli avvocati Ugo Colonna e Massimo Alosi, hanno chiesto al Tribunale l’incidente probatorio che, in sostanza, consisterebbe in un interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari. Avola dovrebbe riferire quanto già detto alla Dda, rispondendo anche alle domande degli avvocati degli indagati.
La richiesta riguarda non solo il pentito ma anche un altro collaboratore di giustizia, Fabio Tranchina, l’ex autista del boss di Brancaccio Giuseppe Graviano che non è indagato nell’inchiesta sull’omicidio Scopelliti ma che, nelle settimane in cui si è consumato il delitto, avrebbe trascorso un periodo di latitanza a Giardini-Naxos, in un’abitazione procuratagli dai mafiosi “catanesi”. Se la richiesta di incidente probatorio dovesse essere accolta dal gip, le nuove dichiarazioni che Avola renderà verrebbero cristallizzate nel fascicolo dell’indagine e un domani, se ci dovesse essere un processo, potrebbero essere acquisite senza necessariamente ascoltare di nuovo il pentito in aula.







