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Rimini, 9 giugno 2025 – Giornata decisiva al tribunale di Rimini per il caso dell’omicidio di Pierina Paganelli. In aula L, il giudice Vinicio Cantarini deve conferire l’incarico per un nuovo incidente probatorio, il quinto dall’inizio dell’inchiesta, sul materiale audio-video acquisito dalla telecamera interna a un box del garage di via del Ciclamino.
Oggetto della verifica tecnica sono i rumori e le voci registrati la notte dell’omicidio, ossia il 3 ottobre del 2023, e la mattina successiva, il 4 ottobre, quando venne trovato il corpo senza vita di Paganelli: si sentono le urla della vittima, ma secondo la Procura e il consulente della squadra mobile, Marco Perino, specialista in perizie foniche forensi del Tribunale di Biella, si sentirebbero anche altri rumori, delle voci, la parola "calma" prima delle coltellate e "ragazza" alla fine dell'azione omicidiaria. Voce che – secondo l’accusa – sarebbe compatibile con quella di Dassilva. Ma la difesa ribadisce che si tratta di suoni indecifrabili.
Si tratta di una telecamera privata posta a circa 60 metri rispetto alla porta tagliafuoco dove è stato trovato il corpo della vittima, straziato da 29 coltellate: nella richiesta d'incidente probatorio, gli avvocati difensori del senegalese chiedono anche di riconoscere suoni di oggetti, quali basculanti, porte tagliafuoco o ascensori. Gli avvocati difensori ritengono che anche se ci sono dei suoni "non sono decifrabili”.











