È stata la serata perfetta dell’unico terrestre che ha partecipato a sei Mondiali. L’unico perché gli altri due sono i marziani Leo Messi e Cristiano Ronaldo. L’unico calciatore di livello umano a raggiungere questo primato, prerogativa di atleti capaci di esprimere una longevità sportiva di due decenni, è stato Guillermo “Memo” Ochoa che ha festeggiato il record nello scenario più favoloso possibile per un messicano. Lanciato dai compagni nel cielo del mitico stadio Azteca di Città del Messico, al termine della vittoria sulla Repubblica Ceca che garantisce il passaggio ai sedicesimi da primi del girone in un Mondiale casalingo. A poco più di due settimane dal 41° compleanno, Ochoa è diventato l’eroe di una nazione entrando alla mezzora del secondo tempo al posto del titolare Raul Rangel. Con questa sostituzione il Ct Javier Aguirre ha accontentato gli 85.000 tifosi sulle tribune dell’Azteca che acclamavano Ochoa fin dall’inizio. Sul punteggio di 2-0, col risultato assicurato (poi arriverà anche il terzo gol del Messico), Aguirre ha dato il via alla festa. Così Ochoa ha portato a quattro i Mondiali in cui ha giocato, oltre ai due nei quali è stato convocato senza andare tra i pali: Germania 2006 e Sudafrica 2010. In Brasile, Russia e Qatar è stato titolare inamovibile. In questa edizione ha avuto il privilegio di un cammeo trionfale. «Alla fine questa è stata la cosa più bella: l’affetto dei miei compagni, è il riconoscimento più bello all’impegno profuso. Ho sempre cercato di dare tutto per lasciare un segno. È stata una conclusione perfetta», dice Ochoa che lascerà la Nazionale al termine della competizione. E dire che l’ex portiere della Salernitana, nella stagione appena conclusa tra i pali dei ciprioti dell’Ael Limassol, non avrebbe dovuto partecipare a questo Mondiale. L’opportunità è arrivata tramite l’infortunio di Luis Malangon che ha aperto la strada della sesta convocazione a Ochoa. «Se due anni fa mi avessero chiesto di scrivere un copione, non penso che avrei immaginato qualcosa di così bello», racconta commosso Memo che aveva iniziato la carriera 22 anni fa tra i pali del Club America proprio all’Azteca. Da quel momento una lunga carriera che l’ha portato in altri sei Paesi: Francia (Ajaccio), Spagna (Granada e Malaga), Belgio (Standard Liegi), Italia (Salernitana), Portogallo (Avs) e Cipro (Ael Limassol). Fino a questa chiusura da sogno nel Mondiale dei fenomeni che vanno in campo per la sesta volta come fossero ragazzini. Leo e Cristiano segnano con la stessa fame degli inizi, mentre Ochoa viene lanciato in aria nel cielo dello stadio che applaude le leggende.
Il Messico celebra Ochoa, sei Mondiali come Leo e CR7: “L’affetto la vittoria più bella”
Il portiere 40enne, acclamato dai tifosi, entra in campo contro i cechi












