Tre vittorie su tre e il miglior girone della sua storia in Coppa del Mondo. Dalla California all'Azteca, la qualificazione agli ottavi diventa una gioia collettiva: l'omaggio al portiere alla sua sesta Coppa del Mondo, l'entusiasmo della diaspora e il fenomeno social del papero diventato simbolo popolare del torneoLOS ANGELES – Non era mai successo. Per la prima volta nella storia dei Mondiali, il Messico chiude la fase a gironi con tre vittorie su tre. Tre come i gol rifilati alla Repubblica Ceca, eliminata dal torneo, e tre come i successi conquistati davanti ai propri tifosi nel Mondiale organizzato tra Stati Uniti, Canada e Messico. A migliaia di chilometri da Città del Messico, la festa va in scena anche a Van Nuys, quartiere della San Fernando Valley dove la comunità messicana è parte integrante delPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Maria Michela D’AlessandroClasse ’93, romana ma da sempre con un piede fuori casa. È laureata in Giornalismo internazionale tra Berlino e San Pietroburgo, si occupa principalmente di esteri. Ha collaborato con The Moscow Times, Al Jazeera, Euronews, Il Caffè settimanale e ha lavorato come fact-checker per Lead Stories. Sportiva da sempre, dal calcio giocato è passata direttamente a correre maratone. Oggi è giornalista a La7. Domani, chi lo sa.
Il record di Ochoa, il papero Merlìn e il sogno mondiale: il Messico fa festa fino a Los Angeles
Tre vittorie su tre e il miglior girone della sua storia in Coppa del Mondo. Dalla California all'Azteca, la qualificazione agli ottavi diventa una gioia collettiva: l'omaggio al portiere alla sua sesta Coppa del Mondo, l'entusiasmo della diaspora e il fenomeno social del papero diventato simbolo popolare del torneo













