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Paolo Foschini

Un nuovo «metodo» (prendersi cura della persona sempre, non nel singolo momento) e l'importanza della ricerca: sono le priorità indicate da Maria Cristina Messa, direttrice scientifica di Fondazione Don Carlo Gnocchi, nella Sala Buzzati del Corriere con Sergio Harari e Stefano Paleari, autori di un White Paper su cronicità e non autosufficienza

Ci sono i numeri della cura, che nella sintesi della direttrice scientifica Maria Cristina Messa traducono in cifre l'operato di Fondazione Don Carlo Gnocchi: 16 mila ricoveri, più 357 mila persone seguite in ambulatorio o a domicilio, tremila in residenze o centri diurni. E lì accanto si sono i numeri della società in cui viviamo, contenuti nel White Paper su «Cronicità e non autosufficienza» curato da Sergio Harari, presidente di Associazione Paripato, e Stefano Paleari, presidente di Fondazione Anthem: in Italia una persona su quattro ha più di 65 anni (vuol dire 14 milioni di persone), mentre un milione e mezzo he ha più di 85. E in sé sarebbe anche una bella notizia, sottolinea Harari, il fatto che l'aspettativa di vita sia in continuo aumento. Ma questo significa anche - ricorda Paleari - che gli over over 65 continueranno a crescere dell'uno per cento ogni anno il che significa ogni anno 600 mila persone anziane in più, praticamente due volte la città di Padova: uno tsunami di cui dobbiamo occuparci, perché non farlo sarebbe un disastro». Sono solo alcuni dei dati presentati nella Sala Buzzati del Corriere della Sera durante l'incontro dedicato appunto al «Metodo Don Gnocchi», promosso da Corriere Buone Notizie in collaborazione con Fondazione Don Gnocchi.