Il motore della vita, ma anche il barometro delle nostre emozioni. Il cuore è al centro di una vera e propria rivoluzione che unisce la più avanzata evoluzione bio-tecnologica alla necessità urgente di ripensare il nostro Servizio sanitario nazionale. Il Ssn, basato sui pilastri di universalità equità e gratuità, si trova a fare i conti con una crisi profonda, intrappolato in una logica parcellizzata che riduce la cura a una sequenza di singole prestazioni.

Nel saggio Sua maestà il cuore (Cairo Editore), scritto a quattro mani da Massimo Massetti, direttore del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari del Policlinico Gemelli di Roma e professore ordinario di Cardiochirurgia, e dal giornalista Alfonso Dell’Erario, viene tracciata la rotta per la sanità del futuro: un cambio di paradigma, capace di coniugare sostenibilità economica e umanizzazione, rimettendo finalmente la persona nella sua interezza al centro del percorso terapeutico.

Ne abbiamo parlato con il professor Massimo Massetti.

Partiamo da uno dei temi più urgenti affrontati nel libro: la crisi del nostro Servizio sanitario nazionale. Qual è il difetto strutturale alla base?

Il nostro Servizio sanitario nazionale è nato nel 1978 su tre pilastri straordinari: universalità, uguaglianza, equità e gratuità. Per molti anni ha funzionato, ma oggi questo modello organizzativo, basato sul riconoscimento della “singola prestazione”, non è più adeguato. Attualmente la cura viene intesa come una sequenza frammentata di esami diagnostici, terapie e visite con specialisti differenti, spesso in ospedali diversi. È un percorso a ostacoli che il malato si trova, spesso, a vivere da solo. Negli ultimi anni, la crescente difficoltà di accesso a esami e ricoveri ha reso questo sistema insostenibile, soprattutto per chi è solo o non ha le risorse economiche per ricorrere alla sanità privata. Non è più in grado di garantire l’accesso alle cure secondo i suoi principi fondanti.