"La sanità pubblica non può sopravvivere di propaganda.

Senza un'inversione di rotta sul finanziamento pubblico, accompagnata da coraggiose riforme, il nostro Ssn non sarà più in grado di garantire l'universalità delle cure".

È l'allarme lanciato, all'indomani dello scontro alla Camera tra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein sul finanziamento al servizio sanitario, dal presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta che prevede per il periodo 2026-2029 una perdita di 39,9 miliardi per il Fondo Sanitario Nazionale.

"Dal 2022 al 2025 il Fondo Sanitario Nazionale è realmente cresciuto in termini nominali di oltre 10 miliardi di euro, passando da 125,36 miliardi a 136,53 miliardi", aggiunge Cartabellotta. "Ma questo aumento è stato ampiamente eroso dall'inflazione, che ha toccato l'8,1% nel 2022 e il 5,7% nel 2023", spiega.

Se si valuta il Fondo in termini di incidenza sul Pil, continua Cartabellotta, "è sceso, invece, dal 6,3% del 2022 al 6,1% nel triennio 2023-2025. Una riduzione che, in valore assoluto, equivale a un taglio complessivo di 13,2 miliardi: 4,7 miliardi nel 2023, 3,4 miliardi nel 2024 e 5,1 miliardi nel 2025".