La minimoto di Christian, non omologata, senza targa, assicurazione e immatricolazione, non poteva circolare. E toccava al padre tutelare l'incolumità del bambino. Lo sostiene il pm della procura di Avellino, Marco Auciello, motivando così l'iscrizione nel registro degli indagati del papà del piccolo travolto da una jeep che viaggiava a tutta velocità e in direzione opposta mentre era in strada con la sua minimoto nel comune di Lauro (Avellino).
Concorso in omicidio stradale l'ipotesi di reato contestata. L'altro indagato è il giovane della provincia di Caserta che era alla guida dell'auto che in una curva ha travolto Christian: si tratta di Vincenzo Guida, 28enne di Arienzo, risultato negativo ai narcotest. Secondo l'informativa consegnata dai carabinieri al pm Guida procedeva ad alta velocità e dopo aver perso il controllo dell'auto ha invaso la corsia opposta. A inchiodarlo le immagini che gli investigatori hanno estrapolato dall'impianto di videosorveglianza di un'abitazione privata di via Circuito, a Lauro, dove si è verificato l'incidente. Per il magistrato il padre di Christian, Gianluca Romano, che precedeva il piccolo alla guida della sua auto, è venuto meno all'obbligo di proteggere l'incolumità del figlio. Cosa ci fa un bambino di dieci anni - la domanda che si pongono investigatori e inquirenti - alla guida di quello che sembra un giocattolo su una strada trafficata almeno quanto una variante cittadina? L'utilizzo delle minimoto, più che delle minicar che si guidano con il patentino a partire dai 14 anni, è disciplinato da norme stringenti: il loro impiego è consentito esclusivamente su circuiti, piste dedicate e proprietà private e comunque sempre con l'obbligo, soprattutto se sono minori a guidarle, di indossare casco integrale, stivali, guanti e paraschiena con airbag.












