Indagato il padre del bimbo di 10 anni investito e ucciso a Lauro. La minimoto non era omologata. La Jeep andava a forte velocità: avrebbe invaso l’altra corsia.
Immagine di repertorio
Indagato anche il papà del bimbo di 10 anni investito e ucciso da una Jeep, lunedì scorso, 22 giugno. Il bimbo stava guidando una minimoto sulla strada statale tra Lauro e Moschiano, in provincia di Avellino. Secondo i giudici, il padre sarebbe venuto meno all'obbligo di proteggere l'incolumità del figlio. La minimoto sarebbe risultata non omologata, non immatricolata, senza targa e assicurazione e pertanto, per i magistrati, non sarebbe dovuta essere in strada.
La Jeep andava ad alta velocità Il genitore ha assistito all'incidente in diretta, perché conduceva un'auto che precedeva di poco il mezzo a due ruote del bimbo. L'enorme tragedia, quindi, l'ha scioccato. Un evento traumatico che ha scosso tutta la comunità della zona. Il padre avrà modo di chiarire la propria posizione nel prosieguo della vicenda. Intanto, però, i carabinieri che indagano sull'accaduto avrebbero accertato che la Jeep che ha investito il bimbo, secondo l'informativa consegnata in Procura, procedeva ad alta velocità e dopo aver perso il controllo dell'auto, avrebbe invaso la corsia opposta. La dinamica dell'incidente sarebbe stata ricostruita anche grazie alle immagini di una telecamera di videosorveglianza di un'abitazione privata di via Circuito. Gli investigatori sarebbero riusciti ad estrapolare dei video che hanno ripreso quanto avvenuto. L'inchiesta è condotta dal pm della Procura, Marco Auciello. Il conducente della Jeep, Vincenzo Guida, è risultato ad ogni modo negativo ai test per alcol e droga, che si fanno in questi frangenti come prevede la normativa. Sia lui che il padre del bimbo, Gianluca Romano, sono indagati per concorso in omicidio stradale.












