Anche il padre di Cristian è indagato per omicidio. Per la morte di Cristian nello schianto tra il suv e la sua minimoto sono duenque due gli indagati. Il conducente della Jeep, il 28enne Vincenzo Guida di Arienzo, è indagato per omicidio stradale. Il papà del piccolo Cristian, Gianluca Romano è accusato di concorso in omicidio stradale. Contestata una condotta omissiva (articolo 40 codice penale secondo comma) per non aver impedito l’evento morte, pur non commettendolo in prima persona. La procura di Avellino ha ravvisato profili di responsabilità anche sulle condotte di papà Gianluca perché avendo l’obbligo giuridico di proteggere l’incolumità e di evitare qualunque evento pregiudizievole per l’integrità fisica, ha cagionato - per colpa, negligenza ed imprudenza - la morte del piccolo. Contestate anche una serie di violazioni del codice della strada. Ad avviso del pubblico ministero, papà Gianluca ha consentito al figlio di mettersi alla guida della minimoto MiniCross su pubblica strada.

La minimoto, non immatricolata, non omologata, priva di targa e di assicurazione, condotta da Cristian, non poteva essere guidata su quell’arteria- via Circuito - di collegamento tra Lauro e Moschiano. Contestata invece al conducente della Jeep l’invasione della corsia opposta di marcia, dopo aver perso il controllo del veicolo. Il papà – al contempo - insieme alla madre di Cristian, Mariella Terracciano sono state individuate come persone offese nel procedimento. Stamane alle 12 il pubblico ministero Marco Auciello conferirà l’incarico al medico legale Pietrantonio Ricci che effettuerà l’autopsia sulla salma di Cristian. I familiari del piccolo sono rappresentati dall’avvocato Raffaele Tecce, il conducente della Jeep - Vincenzo Guida, originario del Casertano risultato negativo all’alcol test e agli accertamenti tossicologici – che ha travolto Cristian è difeso dall’avvocato Alfonso Quarto.La morte di Cristian, in un video l’orrore dell’impatto Suv-motoA coordinare le indagini preliminari il pubblico ministero Marco Auciello – titolare dell’inchiesta – che ha firmato gli avvisi di garanzia dopo che i militari dell’arma, martedì mattina, hanno depositato una serie di atti: le prime testimonianze raccolte dopo l’impatto, i rilievi sul luogo del sinistro e le immagini della videosorveglianza attiva in zona. Intanto si attende anche l’eventuale conferimento incarico ad un tecnico per dare il via agli accertamenti sui mezzi sequestrati: la Jeep condotta dal 28enne, la minimoto condotta da Cristian e il suo casco indossato al momento dell’impatto violento con l’auto. I consulenti tecnici – che successivamente potrebbero essere indicati dalla procura per completare le indagini - dovranno ricostruire la dinamica del sinistro, il punto di impatto, la traiettoria dei mezzi coinvolti nello schianto mortale.Al vaglio degli inquirenti anche il casco indossato da Cristian per verificare se fosse omologato e se abbia svolto in pieno la funzione di protezione. Fondamentali per gli inquirenti saranno anche le immagini della videosorveglianza acquisite martedì mattina dai carabinieri da un’abitazione privata della zona. Dalla sequenza dei frames si vedono gli ultimi istanti di vita del piccolo Cristian, il momento di impatto e i tentativi andati vani di soccorrerlo compiuti sia da parte del padre che ha assistito impotente alla scena, sia da parte di tutti gli occupanti della Jeep. Visibile anche la disperazione del padre del piccolo, Gianluca Romano quando ha visto il corpo del suo bambino giacere in condizioni disperate sotto una pianta di noce nel terreno sottostante a via Circuito. E’ lì che è stato sbalzato il corpo di Cristian dopo l’impatto violento con la Jeep, senza la possibilità di rialzarsi e proseguire la marcia. Inutile ogni tentativo di rianimarlo, il cuore di Cristian ha smesso di battere in quel terreno, invaso poi da dolore, misto a disperazione e incredulità. Incredulità per come un pomeriggio di svago si è trasformato, in pochissimi istanti, in tragedia. Sotto choc il papà del piccolo, Gianluca Romano, militare di stanza a Roma che ha assistito a tutta la scena, visto che con la sua auto precedeva la minimoto condotta dal figlio e ha visto lo schianto e il corpo del Cristian volare per una decina di metri prima di schiantarsi al suolo.