Il dialogo tra cinema e letteratura è ancora più fitto quando si parla di noir, genere che fornisce al piccolo e al grande schermo una riserva pressoché infinita di soggetti: le numerose fiction basate su libri di successo sono lì a dimostrarlo, e lo stesso discorso vale sia per i film sia per lo streaming. Il Premio Scerbanenco per il Cinema, organizzato dal Noir in Festival come il suo omologo letterario, valorizza proprio il rapporto tra queste due forme espressive, aprendo potenziali opportunità ai cineasti esordienti. La cerimonia del 2026 si è svolta oggi presso la Casa del Manzoni, a Milano, dove quindici studenti e studentesse della Iulm hanno presentato i loro progetti di adattamento dei romanzi finalisti: sei libri, sei gruppi e sei pitch che potrebbero attrarre l’attenzione degli investitori, anche perché il premio - come ha sottolineato la coordinatrice Cinzia Masòtina - è sostenuto dalla Film Commission Lombardia, e ha quindi un valore pratico. Il suo scopo è garantire una piattaforma di incontro tra giovani talenti del cinema, scrittori e industria audiovisiva.

“Questo premio unisce tutto quello che amiamo e ci rappresenta” ha dichiarato Giorgia Priolo di EDI - Effetti Digitali Italiani, partner dell’iniziativa. “A cominciare dal cinema di genere, dalla città di Milano e dai giovani talenti.” Priolo ha inoltre omaggiato Giorgio Gosetti, storico fondatore e direttore del Noir in Festival, scomparso prematuramente lo scorso marzo. “Una persona straordinaria” ha detto Priolo, ricordando che Gosetti ha voluto in concorso il primo film prodotto da EDI. La cerimonia in questione è il primo evento pubblico del Noir in Festival che si svolge senza di lui.