Con l’estate alle porte non arrivano soltanto caldo e climatizzatori a pieno regime, ma anche un nuovo conto per una parte delle famiglie italiane. Dal 1° luglio 2026 la bolletta elettrica tornerà a crescere: l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) ha disposto per il terzo trimestre un incremento del 4,6%.

Chi subirà il rincaro Non saranno coinvolti tutti gli utenti, bensì una platea ben definita: circa 3 milioni di “clienti vulnerabili” ancora serviti nel regime di Maggior Tutela. Rientrano in questa categoria le persone più fragili, tra cui gli over 75, i beneficiari del bonus sociale, i soggetti con disabilità (Legge 104/1992), i residenti in strutture di emergenza o su isole minori e quanti dipendono da apparecchiature elettromedicali salvavita. Per il “cliente tipo” vulnerabile — profilo calcolato su 2.000 kWh annui e 3 kW di potenza — il nuovo prezzo di riferimento sale a 31,63 centesimi di euro per kWh, tasse incluse.

Le ragioni dell’aumento: picchi estivi, rinnovabili e scenario globale Alla base del rialzo c’è innanzitutto la domanda stagionale per il raffrescamento, che spinge i prezzi all’ingrosso. Già a maggio i dati di Terna segnalavano un fabbisogno nazionale in crescita del 2,1%. Pesa inoltre l’incertezza internazionale e l’attivazione del “mercato della capacità”, il meccanismo che garantisce l’equilibrio del sistema nei momenti più critici di luglio. Analizzando le componenti della bolletta, i costi di approvvigionamento dell’energia — pari al 53,5% del totale — aumentano del 7%. Contestualmente, gli oneri di sistema crescono del 9,4%. Arera è intervenuta in particolare sulla componente ASOS, destinata in larga parte agli incentivi per le fonti rinnovabili (68,10%) e alle imprese energivore (26,96%), per sostenere la liquidità della Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA).