Il prezzo dell’elettricità sui mercati internazionali nel corso del 2024 è calato, ma le famiglie italiane hanno continuano a pagare più di quelle europee. Sulle bollette, segnala, infatti, la relazione annuale dell’Arera, l’Autorità per l’energia e le reti, continuano a pesare oneri di vario tipo e tasse che di fatto neutralizzano i risparmi possibili. Lo stesso vale per il gas, i cui prezzi per le famiglie (anche a causa della fine degli incentivi) sono tornati a salire.

«Il tema del costo dell’energia non brilla per novità né originalità, con accenti e toni diversi rappresenta una costante di quasi tutte le relazioni annuali di questa Autorità – ha sottolineato il presidente di Stefano Besseghini nel suo intervento alla Camera -. Ancora oggi il nostro mix dipende significativamente da materia prima di importazione costosa e spesso esposta a imprevedibili sollecitazioni esogene che ne minano la sicurezza di fornitura». Secondo il presidente dell’Autorità per l’energia, dunque, «bene ha fatto il Governo a riportare nel dibattito il tema della tecnologia nucleare, non perché sia possibile nel breve una rilevante e significativa penetrazione nel mix, ma perché anche lì soffia il vento dell’innovazione e un Paese industrializzato, rilevante, con la competenza tecnico scientifica dell’Italia, non può non avere un contesto normativo in grado di agevolare lo sviluppo delle soluzioni innovative in ogni settore. Ma qualunque prospettiva di sviluppo del nuovo nucleare – avverte Besseghini - si misura sulla scala di anni, per cui i temi dell’approvvigionamento e del costo dell’energia nei prossimi anni rimangono aperti, fermo restando l’impegno alla decarbonizzazione del nostro sistema energetico».