Agli occhi di un profano lenuove ciclabilidisegnate sull’asfalto delle vie più centrali di Lecce appaiono pericolose, così a ridosso degli stalli dei parcheggi dove, per definizione, le auto entrano ed escono dopo la sosta. Ma ora sono gli esperti a stabilire che per i ciclisti non c’è alcuna sicurezza.

LeccePedala, network civico al quale aderiscono quindici sigle, contesta le scelte dell’amministrazione comunale definendo l’accaduto una truffa per i ciclisti urbani e spiegando che “sono state fatte le ciclabili senza fare le ciclabili”, ignorando norme e regolamenti.

“Il clamoroso caso di via Zanardelli è soltanto l’ultimo di una serie di azioni messe in atto per depotenziare di fatto il piano per la rete ciclabile cittadina che stenta a prendere forma nonostante i cospicui finanziamenti a disposizione del Comune di Lecce” è la denuncia del movimento di cittadinanza attiva LeccePedala, che sottolinea come non siano affatto quelle attuate le tipologie di piste e percorsi ciclabili che possano garantire la sicurezza dei ciclisti e incentivare la mobilità sostenibile in città.

“Le ultime varianti ai progetti brillano per fantasia spaziando dall’attraversamento di un parco fino alla realizzazione di zig-zag sul rettilineo di via Imperatore Adriano, con un tocco di azzurro, e alla corsia ciclabile di via Dalmazio Birago che finisce nel nulla”, sottolinea Adriana De Carlo, portavoce di LeccePedala, “tutti interventi accomunati dalla filosofia di ‘fare le piste ciclabili senza fare le piste ciclabili’, modalità che forse assicura di non perdere i cospicui finanziamenti ma che non assicura la funzionalità delle piste”.