Nel mondo di oggi la geopolitica e la tecnologia sono inscindibili. Solo chi saprà promuovere l’innovazione tecnologica sarà in grado di plasmare il futuro: dobbiamo fare in modo che l’Europa abbia un ruolo di primo piano in tale contesto.L’Europa ha tante frecce al suo arco: lo so perché le ho viste con i miei occhi. Le nostre imprese stanno stimolando la digitalizzazione industriale e hanno un ruolo essenziale nella produzione di parti critiche della catena di approvvigionamento tecnologico mondiale. Nel frattempo, i nostri ricercatori di punta e pionieri dell’IA stanno ampliando i confini dell’innovazione appoggiandosi alla nostra rete in espansione di fabbriche di IA.Indice degli argomenti

Sovranità tecnologica europea contro la dipendenza digitaleIl pacchetto UE per passare dalla regolazione all’innovazioneScelte europee, apertura e autonomia strategicaSemiconduttori, cloud e open source nella strategia europeaChip 2.0 e semiconduttori avanzatiCloud, IA e capacità dei centri datiOpen source europeo e controllo delle tecnologieEnergia pulita per la sovranità tecnologica europeaIl futuro digitale dell’Europa come scelta politicaSovranità tecnologica europea contro la dipendenza digitaleMa, prese singolarmente, le nostre frecce non arrivano molto lontano. L’UE dipende da fornitori di paesi terzi per oltre l’80 % dei suoi prodotti, servizi e infrastrutture digitali.Questa situazione non si è materializzata da un giorno all’altro; è invece il risultato di decenni di decisioni razionali prese individualmente: era più economico acquistare che costruire, più rapido adottare che sviluppare, più facile utilizzare le piattaforme mondiali che investire nelle nostre alternative. Presa in sé, ciascuna decisione aveva senso ma tutte insieme hanno lasciato l’Europa troppo esposta.Quando le tecnologie chiave sono progettate altrove, fabbricate altrove e controllate altrove, la dipendenza smette di essere una scelta economica per diventare un rischio strategico. La relazione Draghi del 2024 ha sottolineato con chiarezza questo aspetto: la tecnologia digitale è un fattore chiave del crescente divario di produttività tra l’Unione europea e gli Stati Uniti d’America.Eppure, se si escludono i principali settori delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, la produttività dell’Europa è da tempo sostanzialmente allo stesso livello di quella degli Stati Uniti. In assenza di un rafforzamento delle capacità nelle tecnologie digitali, l’Europa non colmerà tale divario.Il pacchetto UE per passare dalla regolazione all’innovazionePer questo motivo la Commissione europea ha presentato un pacchetto sulla sovranità tecnologica per l’Europa. Per passare dalla regolamentazione all’innovazione, dalla prudenza alla competitività, dal consumo alla creazione e per garantirci le tecnologie da cui dipendono la nostra economia e le nostre democrazie.Scelte europee, apertura e autonomia strategicaCon questa iniziativa definiamo il concetto di “sovranità tecnologica”, chiarendo una volta per tutte che non si tratta di un termine in codice per designare il protezionismo. L’Europa conferma il proprio impegno a favore dell’apertura, del partenariato e della concorrenza leale.Ma apertura non deve significare vulnerabilità. L’Europa deve essere in grado di compiere le proprie scelte. Non c’è motivo di accettare un futuro in cui le nostre infrastrutture critiche, i nostri dati sensibili o la nostra capacità industriale dipendano da singoli fornitori dominanti al di fuori dell’Europa, in particolare da fornitori di paesi che non condividono i nostri stessi principi.Un’Unione dotata di sovranità tecnologica è a suo agio nel gestire l’interdipendenza tecnologica mondiale, riduce le dipendenze strategiche e mantiene la propria libertà di agire. Ciò non comporta un’autarchia totale, che in alcuni casi può essere estremamente costosa.Questo non significa fare tutto da sé. In alcuni settori l’Europa dovrebbe investire nelle tecnologie sviluppate internamente, mentre in altri la collaborazione con partner affidabili e la diversificazione saranno la risposta giusta e la soluzione più efficace sotto il profilo dei costi. Questa impostazione fornirà alternative concrete, in modo che le imprese e i cittadini europei dispongano di un’autentica possibilità di scelta, inclusa la scelta di soluzioni europee.Semiconduttori, cloud e open source nella strategia europeaIl pacchetto stabilisce tre priorità urgenti, che rappresentano gli elementi costitutivi del futuro digitale dell’Europa.Chip 2.0 e semiconduttori avanzatiIn primo luogo, definisce un nuovo approccio sui semiconduttori, quei minuscoli componenti indispensabili nella vita moderna: sono presenti tra l’altro negli smartphone, nelle automobili, nei treni, nei dispositivi medici, nel materiale militare, negli aerei e nei centri dati. Il regolamento sui chip 2.0 si baserà sui punti di forza dell’Europa nei chip tradizionali, aiutandoci nel contempo a sviluppare le capacità nei semiconduttori avanzati che alimentano sempre più l’IA: si tratta di un aspetto essenziale affinché l’Europa possa innovare, produrre e competere senza essere esposta a perturbazioni che non è in grado di controllare.Cloud, IA e capacità dei centri datiIn secondo luogo, attraverso l’atto legislativo sullo sviluppo del cloud e dell’IA, il pacchetto compie un altro passo importante verso la trasformazione dell’Europa in un continente dell’IA, puntando a triplicare entro il 2030 la capacità dei centri dati europei sostenibili per soddisfare l’aumento della domanda. Poiché produciamo sempre più dati, dobbiamo essere in grado di conservarli in modo sicuro e affidabile, in particolare per quanto riguarda le applicazioni critiche e i dati sensibili.Open source europeo e controllo delle tecnologieIn terzo luogo, attraverso una nuova strategia dell’UE in materia di open source, il pacchetto sfrutta il potenziale degli oltre tre milioni di contributori open source europei che forniscono soluzioni digitali realizzate in Europa, per l’Europa, sulla base dei principi e dei valori europei. Le amministrazioni pubbliche e le imprese condividono l’esigenza di controllare, mantenere e adattare meglio le tecnologie su cui fanno affidamento.Energia pulita per la sovranità tecnologica europeaAlla base di questi tre pilastri vi è una quarta questione che l’Europa non può ignorare e che riguarda l’energia necessaria per alimentarli in modo pulito e sostenibile. La sfida non attiene solo al modo di rendere più verdi le tecnologie digitali, ma anche a come le tecnologie digitali possono accelerare la transizione verde, utilizzando soluzioni all’avanguardia per ridurre le bollette dell’energia.Dobbiamo far sì che i centri dati non si limitino a consumare energia ma siano anche parte della soluzione, contribuendo a creare ulteriori capacità di energia pulita a vantaggio delle comunità locali e della nostra economia in generale: è questa l’ambizione alla base della tabella di marcia strategica per la digitalizzazione e l’IA nel settore energetico.Il futuro digitale dell’Europa come scelta politicaQuesto pacchetto è uno dei mattoni per costruire il nostro futuro.Un futuro in cui le nostre fabbriche possano funzionare con software industriali europei, in cui i nostri ospedali siano liberi di scegliere l’IA sviluppata in Europa, in cui i nostri innovatori possano utilizzare software europeo per sviluppare idee e le nostre start-up possano raggiungere l’eccellenza a livello mondiale, proprio qui in Europa.Possiamo scegliere questa strada. E si tratta di una scelta che dobbiamo compiere ora, insieme.