“Siamo profondamente colpiti e addolorati davanti a una vicenda così drammatica. Non possiamo però limitarci ad intervenire quando le tragedie sono già avvenute: la prevenzione passa dalla costruzione di una cultura capace di riconoscere il valore delle differenze, educare al rispetto e creare spazi in cui ogni persona possa sentirsi libera di essere sé stessa”. Parte da qui la riflessione di Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana e del Consiglio Nazionale dell’Ordine, dopo il duplice omicidio di Camaiore in cui hanno perso la vita il 24enne Mirko Moriconi e la madre Kety Andreoni, uccisi dal padre all’interno dell’abitazione di famiglia.
Le parole della presidente arrivano mentre emergono sempre più elementi sul profondo disagio vissuto dal giovane, che negli anni aveva affidato ai social il racconto della propria sofferenza per il difficile rapporto con il padre e per il mancato riconoscimento della propria identità sessuale. Una vicenda che, secondo gli psicologi, impone una riflessione che va oltre il singolo fatto di cronaca. “Come professionisti della salute psicologica sappiamo quanto il benessere delle persone sia profondamente legato alla possibilità di vivere la propria identità in un ambiente accogliente, sicuro e rispettoso”, sottolinea Gulino. “La negazione di sé, il sentirsi rifiutati o giudicati, l’esperienza della discriminazione possono avere conseguenze profonde sulla qualità della vita, sulla salute mentale e sulle relazioni”.











