Gentile direttore, ieri sera seguendo il telegiornale ho sentito questa frase "meglio morto che gay", confesso che mi ha sconvolto, pensavo che questo paese avesse fatto passi avanti rispetto questo "problema". Un padre ha ammazzato a fucilate il figlio e poi anche la madre, perché non accettava che fosse gay. Evidentemente mi sbagliavo, mi è ritornata in mente la frase pronunciata da Alessandra Mussolini in Tv "meglio ladri che froci". Questa mattina volevo approfondire questo "caso umano", ma leggendo il suo Gazzettino non ne ho trovato traccia, manco una riga; e allora mi è ritornato in mente che anche alcuni giorni fa, dopo l'avvenimento del Pride di Roma, non vi era notizia su questo appuntamento. Non so se il tutto viene condizionato dalle ultime vicende politiche che su questo "tema sociale" , pone l'omosessualità come "persone anormali". È sicuramente un problema e tutti i giornali di destra o sinistra (ahimè) dovrebbero fare il loro lavoro dandone piene e doverose notizie. Cosa dice direttore, lei è libero di farlo?
Giovanni Corbanese
La risposta del direttore de Il Gazzettino, Roberto Papetti
Caro lettore, credo che ci siano sempre almeno due insidie in agguato nella lettura dei giornali o nell'ascolto dei notiziari: quello di considerare il proprio punto di vista come l'unico possibile o degno della massima attenzione o quello di scadere nel vittimismo o nel complottismo. Vale per tutti, ovviamente. Ogni giorno realizzando il nostro quotidiano dobbiamo selezionare le notizie e decidere cosa pubblicare, cosa no e con quale rilievo farlo. Data la natura del nostro giornale privilegiamo le notizie che riguardano i territori del Nordest. Ma scegliendo capita ovviamente di sbagliare. E dunque accettiamo le critiche di chi ci legge. Tuttavia se nei giorni scorsi non abbiamo dato la notizia del Pride di Roma o ieri quella del duplice omicidio di Camaiore causato probabilmente da un padre che non accettava l'omosessualità del figlio (la scioccante frase "meglio morto che gay" l'aveva scritta il ragazzo in un post nel 2022 riferendo le opinioni del padre-omicida), non è certo perché sottovalutiamo questi temi o i problemi legati alla condizione omosessuale. Lo dimostra l'ampio spazio dedicato in tutte le edizioni locali ai Pride che si sono svolti nelle diverse città venete o friulane. Non solo: negli ultimi giorni proprio in questa rubrica ho affrontato due volte questo argomento, rispondendo a lettori che lamentavano gli eccessi dei Pride e ne mettevano in dubbia l'utilità. Per lei è comunque troppo poco? E basta questo, ai suoi occhi, per associarci alle uscite sgangherate di Alessandra Mussolini, per indurre il sospetto che saremmo condizionati da chissà quali derive politico-culturali discriminatorie verso i gay o per accusarci di non far bene il nostro lavoro e di ignorare notizie doverose? Ne prendo atto. Ma, per le ragioni che ho appena indicato, non sono d'accordo. E la invito a riflettere sulle insidie di cui parlavo all'inizio di questa mia risposta.










