La transizione energetica deve prioritariamente puntare su rinnovabili, accumuli, reti ed efficienza edilizia per abbattere subito costi ed emissioni. E il ritorno al nucleare su cui punta il governo italiano? È una pura distrazione economica rispetto a soluzioni pulite già mature e realizzabili. La questione è stata discussa nel corso del convegno annuale del Kyoto club, dedicato al tema "Il futuro desiderabile delle politiche energetiche: proposte per la riduzione dei costi dell'energia, per aziende e cittadini", un appuntamento durante il quale è stato sottolineato anche come anche il prossimo Quadro finanziario pluriennale dell'Unione europea 2028-2034 debba sostenere con decisione la transizione energetica e il rilancio industriale europeo.
Le politiche energetiche sono oggi al centro delle sfide economiche, industriali e geopolitiche che l'Europa si trova ad affrontare. In questo contesto, ridurre i costi dell'energia per cittadini e imprese e accelerare la decarbonizzazione rappresentano obiettivi strettamente collegati. Per Kyoto Club la priorità deve essere quella di rafforzare gli investimenti nelle energie rinnovabili, negli accumuli, nelle reti e nell'efficienza energetica, settori in grado di contribuire fin da subito alla riduzione delle emissioni e della dipendenza dai combustibili fossili.






