Puntare sul nucleare o sulle rinnovabili? “Gli eventi di queste ore rendono ancora più attuale il dibattito”, dice Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club. “L'unica strada reale che possono percorrere l’Italia e molti altri Paesi è quella di spingere con decisione sulle fonti rinnovabili e sulle batterie. Perché il nucleare, quando anche fosse rimesso in moto, fornirebbe energia alla fine del prossimo decennio”. Eppure, nei giorni scorsi, nel pieno dello shock petrolifero per la guerra all’Iran, si è tenuto a Parigi un G7 Energia dedicato principalmente al ritorno del nucleare. Con la presidente della Commissione europea Ursula von Der Leyen che ha sottolineato come la Ue abbia “commesso un errore" nel rinunciare all'atomo. È quindi questa l’opzione a cui stanno pensando gli europei per raggiungere l’agognata indipendenza energetica, che li metta al riparo dai capricci di Trump (da cui oggi compriamo gas naturale liquefatto), dalle mire espansionistiche di Putin, dalle bombe che piovono sul Golfo Persico facendo andare alle stelle il prezzo del greggio? “Si dimentica che in Germania l’addio al nucleare è stato deciso da Angela Merkel, laureata in fisica e democristiana come Von Der Leyen, non da un leader dei Verdi”, risponde Giuseppe Onufrio, fino a pochi mesi fa direttore di Greenpeace Italia. Proprio in questi giorni arriva in libreria arriva L’illusione del nucleare e la rivoluzione delle rinnovabili (Edizioni Ambiente), che Silvestrini e Onufrio hanno scritto a quattro mani. “Ma l’idea del libro è nata un paio di anni fa”, racconta Silvestrini. “Avrei dovuto scriverlo con Massimo Scalia, poi scomparso prematuramente. E infatti è dedicato a lui”.
“L’illusione del nucleare e la rivoluzione delle rinnovabili”
ll saggio di Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, e Giuseppe Onufrio, già direttore di Greenpeace Italia, che smonta i miti del nucleare e…









