Firenze, 25 giugno 2026 – “Quello che è successo a Camaiore è drammatico: la vita va sempre protetta. Toglierla a un figlio, perché sta crescendo in modo diverso da quello che ci si aspetta, e a una madre perché si è schierata dalla sua parte, è terribile. Ognuno ha diritto di amare chi vuole”. A scandire con forza le parole è Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana. La tragedia avvenuta in Versilia ha scosso profondamente l’opinione pubblica, riaprendo il dibattito sull’accettazione, dentro le famiglie, dell'orientamento sessuale.

Dottoressa Gulino, cosa accade dentro una famiglia quando un figlio fa coming out?

“Dipende dalle famiglie. Ci sono contesti in cui c’è ascolto e dialogo, e quindi un ragazzo può parlare liberamente con i genitori dei propri vissuti. In questi casi il confronto è possibile e può favorire la crescita emotiva. Ci sono invece famiglie in cui ascolto e dialogo sono più rarefatti, le questioni vengono rimandate, ci sono tabù. In questi casi si crea una sorta di stigma: parlare di sé diventa difficile, a volte quasi pericoloso per gli equilibri familiari. E così può accadere che i figli rimandino quel momento, perché temono le conseguenze nelle relazioni in casa”.