"Ancora violenze dopo i coming out. I figli di due papà non possono essere riconosciuti. Questo è progresso?"Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici"C’è chi chiama questo evento “carnevalata“, dicendo che “i diritti non mancano“. Ma nel 2026 ci sono ancora violenze nelle famiglie dopo i coming out. Le coppie di papà non possono registrare all’Anagrafe i propri bambini nati all’estero. Viviamo tante forme di discriminazione che toccano minoranze, non necessariamente legate al genere. Ecco perché continuiamo a sfilare al Pride". Sono le voci di manifestanti raccolte tra la folla che ieri ha riempito le strade milanesi per il Pride 2026, alla venticinquesima edizione. Decine di migliaia di persone di ogni età, da bambini a ultra settantenni. Qualcuno è partito dalla Sicilia o dalla Puglia per raggiungere gli amici e partecipare insieme al corteo, incurante del caldo infernale. Tantissime le famiglie. Un bimbo di 8 anni corre con in mano un ventaglio arcobaleno e una ghirlanda di fiori al collo. È il suo primo Pride, accanto alla mamma e alla compagna di lei. "È il mio bimbo più piccolo – racconta la madre, di 38 anni –. Ne ho altri due. Mi sono resa conto che il matrimonio con un uomo non faceva per me. Mia madre e mio fratello non mi hanno più parlato per mesi, mio padre invece mi ha detto “se sei felice tu, siamo felici tutti“. Questo mi ha dato forza. L’amore non si comanda".