Questo padre morto semplicemente per aver redarguito quei ragazzi voleva fare la sua parte da adulto e da genitore insegnando al figlio undicenne che lo ha visto morire sotto i suoi occhi l’importanza del senso del limite. Quello che ormai tantissimi dei nostri giovani hanno perso. O più probabilmente non hanno mai avuto insegnato».
Maria Antonietta Gulino, presidente del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi, cosa sono diventati i nostri ragazzi?
«Diciamolo subito. Non sono dei mostri, ma sono capaci di fare cose orribili, dalle conseguenze irreparabili come purtroppo in questo caso, di cui il più delle volte non comprendono le conseguenze. La domanda che dobbiamo farci è proprio questa: è possibile per questi ragazzi, sempre più giovani, fare qualsiasi cosa, andare oltre ogni limite, senza porsi il problema delle conseguenze?»
Come è possibile perdere quel senso del limite che dovrebbe essere istintivo, naturale?
«Non lo è, non del tutto. Il senso del limite va insegnato quando si è nell’infanzia. Altrimenti sarà un dramma per gli altri e per se stessi che si porteranno dietro per tutta la vita. Quest’ultimo episodio è costato la vita ad un padre, ha prodotto uno shock nel bambino undicenne che non dimenticherà mai la morte del padre, ha rovinato le vite di quei ragazzi che sfogavano la loro rabbia in quel modo».






