Ansioso o evitante? Gli stili di attaccamento sono il tema del momento, ma spesso vengono semplificati. Lo psicologo Matteo Merigo spiega come nascono, come influenzano le relazioni e se possono cambiare nel tempo.

Ansioso, evitante, sicuro o ambivalente. Negli ultimi anni gli stili di attaccamento sono diventati uno degli argomenti più discussi sui social e nelle conversazioni quotidiane. Sempre più persone si definiscono "ansiose" o "evitanti" quando parlano delle proprie relazioni sentimentali, spesso utilizzando queste etichette per spiegare comportamenti, paure e difficoltà di coppia. Ma sappiamo davvero cosa significano? Secondo le stime citate da Matteo Merigo, psicologo, psicoterapeuta, sessuologo clinico e consulente di coppia, circa il 20% della popolazione adulta presenta uno stile di attaccamento evitante e circa il 15% uno stile ansioso. Due modalità che, molto spesso, finiscono per incontrarsi e alimentare dinamiche relazionali particolarmente complesse, se non a volte tossiche. Gli stili di attaccamento affondano spesso le loro radici nell’infanzia e nel rapporto con le figure di riferimento, ma non rappresentano una condanna definitiva. Per capire meglio come funzionano e in che modo influenzano la vita affettiva adulta, ne abbiamo parlato con il dottor Matteo Merigo.