"Da fine aprile vivo nella mia auto. Ho provato inizialmente a contattare la Caritas, il prete della zona e le istituzioni ma è anche molto difficile entrare in queste realtà. Nel cofano tengo le mie cose, qualcosa da mangiare e l'acqua, essenziale per il gran caldo di questi giorni - racconta Joanne - Ho una residenza in auto, mi hanno detto di non allontanarmi troppo che ogni tanto vengono a controllarmi i vigili" ha proseguito spiegando che il comune le ha concesso una residenza anagrafica nella via e al numero civico in cui è parcheggiata l'auto, permettendole così di mantenere i diritti fondamentali come la tessera sanitaria, il medico di base e la possibilità di partecipare ai bandi per l'assegnazione di una casa.