Mentre il maxi-processo sulla centrale di spionaggio che si celava dietro la società Equalize attende la fissazione dell’udienza preliminare rispetto alla prima chiusura indagini di circa un anno fa, la Procura di Milano e il pm Francesco De Tommasi raccolgono i primi successi nel filone sulla tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso per cui oggi è imputato e a processo con rito ordinario oltre all’imprenditore Lorenzo Sbraccia, anche l’hacker Samuele Calamucci, l’ex pentito Nunziatino Romeo e alcuni rappresentanti delle cosche di Platì.
Ieri infatti l’accusa ha incassato quattro sentenze favorevoli, due in abbreviata e un patteggiamento. E in tutte viene confermato l’aggravante del metodo mafioso. Un successo che fa ben sperare la Procura per il prosieguo del processo. Così in abbreviato il giudice Tiziana Landoni ha condannato Francesco Baldo a 3 anni e 2 mesi di carcere “esclusa la circostanza aggravante ex art. 629, co. 2, c.p., ritenute la contestata recidiva infraquinquennale, così come riqualificata, e le ulteriori contestate aggravanti ex art. 416 bis.1”.
Due anni e dieci mesi invece per Michael e Nicolas Chiera anche per loro “escluse la circostanza aggravante ex art. 629, co. 2, c.p. e la recidiva contestate, ritenute le aggravanti ex art. 416 bis.1. c.p.”. Incassa un patteggiamento invece Fulvio Cilisto, un anno e undici mesi, anche qui “esclusa la circostanza aggravante ex art. 629, co. 2, c.p., ritenuta la contestata circostanza aggravante ex art. 416 bis.1. c.p”. Insomma il metodo mafioso ha retto per tutti e tre.









