Questa notte la terra ha tremato e continua a tremare ai Campi Flegrei e in Venezuela, con scosse di magnitudo fino a 3.6 ai Campi Flegrei e di magnitudo 7.0 e 7.5 in Venezuela, separate solo da 40 secondi, non lontano dalla capitale. Le prime sono state avvertite dalla popolazione senza danni gravi. Purtroppo quelle in Venezuela hanno causato distruzione e vittime, le valutazioni sono in corso.

I due fenomeni non sono correlati. La coincidenza temporale è pura casualità. Per cronaca, nelle stesse ore si è registrato anche un terremoto di magnitudo 7.0 in Giappone, senza danni evidenti. Le scosse dei Campi Flegrei sono legate al vulcanismo, dunque ai fluidi in pressione a qualche chilometro di profondità sotto la superficie terrestre. Un fenomeno conosciuto sin dal passato nell’area, chiamato anche bradisismo, che da circa 20 anni ha ripreso a “gonfiare” il sottosuolo. Quelle del Venezuela sono legate alla tettonica delle placche, in particolare ad un sistema di faglie trascorrenti tra cui la Faglia di Boconò, che regola il movimento relativo della placca Sudamericana e Caraibica. Si tratta di un’area che spesso ha subito terremoti e danni gravi, ricordiamo quello distruttivo del 26 marzo 1812 a Caracas di magnitudo 7.7.