Il Venezuela è stato colpito nella notte tra mercoledì e giovedì da due fortissime scosse di terremoto, avvertite a distanza di pochi secondi l'una dall'altra, che hanno provocato il crollo di centinaia di edifici e causato, secondo il primo bilancio ufficiale, almeno 32 morti e oltre 700 feriti. Si tratta del sisma più violento registrato nel paese da 126 anni, paragonabile solo a quello del 1900.Secondo lo United States Geological Survey (Usgs), la prima scossa, di magnitudo 7,2, si è verificata alle 18:04 ora locale (mezzanotte in Italia) a una profondità di 21,9 km, circa 200 km a ovest di Caracas, con epicentro localizzato nel nord-ovest del comune di Montalbán, nello stato di Carabobo. Appena 39 secondi dopo, a soli 45 km di distanza, è arrivata la seconda scossa, ancora più potente: magnitudo 7,5, a una profondità di soli 10 km, con epicentro a 23 chilometri a sud-est di Yumarè, centro di circa 20mila abitanti vicino alla costa. Sono seguite circa venti repliche. L'Usgs ha parlato di un "doppio evento" e di un "disastro probabilmente di notevole entità", sottolineando come la scarsa profondità dell'epicentro abbia amplificato gli effetti distruttivi del sisma, le cui onde si sono propagate per oltre 160 chilometri, fino alla vicina Colombia.Le immagini diffuse sui social mostrano scene di panico nella capitale: persone in fuga dagli edifici, nubi di polvere e calcinacci tra le strade. "Le pietre dei muri che crollavano volavano in aria da tutte le parti. Il boato è stato terrificante", hanno raccontato alcuni testimoni. Secondo le prime stime, sarebbero almeno una decina gli edifici crollati nella sola Caracas. Tra le zone più colpite figurano il quartiere di Los Palos Grandes, nel comune di Chacao, dove sono crollati almeno due edifici lungo la Primera Avenida, e il quartiere di San Bernardino, nel nord della città, dove un palazzo è collassato completamente: "Ci sarebbero molti feriti all'interno. È un disastro", ha raccontato un testimone citato dal portale Monitoreamos.Danni anche all'aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía, principale scalo del paese, a circa 20 km da Caracas: video diffusi online mostrano controsoffitti crollati, detriti a terra e passeggeri in fuga dai terminal durante l'evacuazione. Lo scalo ha sospeso i voli.La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha dichiarato lo stato di emergenza poche ore dopo il sisma, facendo un primo appello alla calma: "La situazione è grave, molte zone sono state colpite gravemente. Il primo messaggio ora è mantenere l'unione e la calma per salvare vite". Rodríguez ha annunciato la sospensione delle scuole nei prossimi giorni e l'attivazione delle operazioni di salute pubblica. In un successivo aggiornamento, la presidente ha reso noto il bilancio ufficiale: "Abbiamo 32 morti e oltre 700 feriti in ospedale. Lo stato più colpito è La Guaira: là è una vera tragedia". Lo stato costiero è stato dichiarato "zona di disastro". Rodríguez ha ringraziato i governi che hanno offerto aiuto, citando Stati Uniti, Cuba, Gran Bretagna, Brasile, Messico e le Nazioni Unite.Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato su Truth che gli Stati Uniti sono "pronti, disponibili e in grado di aiutare" il Venezuela: "Ho dato istruzioni a tutte le agenzie del nostro governo di prepararsi ad agire rapidamente. Saremo lì per i nostri nuovi e grandi amici. Le prime notizie non sono buone". Anche l'Italia segue da vicino la situazione. L'ambasciatore italiano in Venezuela, Giovanni Umberto De Vito, ha assicurato che al momento non risultano vittime italiane, pur segnalando diversi connazionali con abitazioni danneggiate o distrutte. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in contatto con l'ambasciatore e con la stessa presidente Rodríguez, ha espresso la solidarietà italiana e annunciato che l'Italia chiederà all'Unione Europea di attivare il meccanismo di protezione civile per coordinare gli aiuti. Tajani ha inoltre evidenziato il timore che cittadini italiani, anche con doppio passaporto, possano essere rimasti coinvolti nei crolli: "Speriamo che non ci siano italiani, ma con tanti nostri connazionali che vivono in Venezuela potrebbe esserci qualcuno rimasto intrappolato".Anche la leader dell'opposizione venezuelana e premio Nobel per la Pace María Corina Machado ha espresso vicinanza alla popolazione: "Il mio cuore, il mio abbraccio infinito e le mie preghiere sono con ogni famiglia venezuelana in queste ore di angoscia".