Forse è arrivato il momento di aggiornare il nostro vocabolario meteorologico. Continuare a parlare di “ondate di calore” ha perso di significato in un contesto dove il clima è mutato in modo così radicale da imporci, per quasi tutto l’anno, un’anomalia termica costante di 3-4°C sopra la media. Quelle che un tempo erano parentesi roventi, oggi si sono trasformate in vere e proprie “mareggiate”: ondate di caldo inarrestabili e prolungate.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che, con un pianeta surriscaldato dalle attività umane, le condizioni atmosferiche che un tempo erano tipiche ed esclusive del Nordafrica si sono letteralmente trasferite sull’intera area mediterranea, abbracciando Spagna, Italia e Grecia.
E le cronache di queste ore lo confermano: le allerte sanitarie si moltiplicano, i piani di emergenza per le fasce deboli sono scattati in mezza Europa e le nostre città stanno vivendo un vero e proprio blackout da stress termico.
In condizioni che definiamo ancora “eccezionali” (ma che rischiano di diventare la norma tra appena dieci anni), questo respiro nordafricano si è spinto fino a invadere il centro-nord della Francia e l’Inghilterra, portando le stesse temperature del deserto del Sahara nel cuore dell’Europa continentale.














