di
Paolo Condò
Il secondo power ranking del Mondiale, la classifica che mixa risultati, stato di forma e qualità intrinseca delle varie nazionali, arriva dopo due partite e non riguarda più tutte le partecipanti. Tra formazioni già eliminate e altre sul punto di, siamo scesi da 48 a 32: per rispetto della loro storia abbiamo concesso gli ultimi due posti al Senegal, che è ancora a zero ma può rientrare fra le migliori terze con una goleada all'Iraq (gli attaccanti li ha), e l'Uruguay di Marcelo Bielsa, che rappresenta la discrepanza più profonda tra magistero (meraviglioso) e risultati (scarsi). Con due insulsi pareggini alle spalle e la Spagna alle viste, il rischio di trovarci già ai saluti è reale.
Le tre miglioriMa ripartiamo dal podio. La prima non cambia: sempre Francia, sempre Mbappé, che quando mette il turbo si lascia dietro le nuvolette come nei fumetti. Nei primi 180' è stato l'uomo più in vista, ma Dembélé si è sbloccato, Barcola e Doué si giocano il posto come nel Psg e Olise, beh… ha una comprensione del gioco che è fuori dalle mappe, certi corridoi li vede soltanto lui. Non cambia nemmeno la seconda: l'Argentina dopo l'Algeria ha fatto fuori anche una solida europea come l'Austria, Messi è un trattato di magia bianca, ma abbiamo già segnalato come il monopolio dei gol (5 su 5) non sia una buona politica. Si va fino in fondo se gli avversari devono preoccuparsi di tanti uomini, non di uno solo, per quanto fenomenale.















