La "disciplina" fa tendenza. Ruotano attorno a questa parola le tendenze di Pitti Filati autunno/inverno 2027/2028. Disciplina non tanto come restrizione, ma come strumento di libertà consapevole, capace di allineare azioni quotidiane e obiettivi a lungo termine, mantenendo qualità e continuità anche nei momenti difficili: la crisi della moda, ad esempio. Il tema è stato declinato in chiave ‘equestre’: dressage, reining (o equitazione western) e salto a ostacoli. Manichini come fantini o cowboy di lana vestiti nello spazio di Pitti dedicato alle tendenze. E dunque disciplina sia. Di certo tra gli stand delle imprese pratesi che fanno filati vince la voglia di raccontarsi e di stupire.

"Le fiere sono momenti importanti e nei momenti difficili lo sono ancora di più, – afferma Renato Cotto (Filati Biagioli Modesto) – Noi non possiamo lamentarci. Pitti resta una fiera prestigiosa per i filati, anche se le maison francesi hanno già voluto vedere l’anteprima della collezione". La storica impresa pratese arriva all’appuntamento con "una rivoluzionata cartella colori".

Sorride Francesco Lucchesi di Accademia Industria Italiana Filati: "Noi stiamo performando bene, sono due anni che aumentiamo i fatturati". Quanto all’aumento delle materie prime, "sì è stato vertiginoso. Forse intercettando il vertice alto del mercato, come nel nostro caso, è meno penalizzante". La collezione, è stata rinnovata di un buon 50 per cento, con filati fantasia. Mentre la continuità sono i filati luminosi, con paillettes anche sottolissime, e i filati tweed rinnovati con "materie prime sempre più pregiate". Grande ritorno: il maglione a pelo lungo, effetto pelliccia.