Fabio Fabbri, dirigente del settore Territorio e Ambiente della ProvinciaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciLa variante al Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Monza e Brianza è stata adottata con delibera del Consiglio provinciale del 28 aprile. C’è tempo fino al 3 agosto per presentare le osservazioni. I temi principali riguardano il sistema rurale-paesaggistico-ambientale, in particolare la rete verde di ricomposizione paesaggistica, gli ambiti di azione paesaggistica, gli ambiti di interesse provinciale, ma anche il consumo di suolo.
Il Ptcp ha lo scopo di definire l’assetto provinciale, orientando e coordinando le scelte comunali in coerenza con gli obiettivi regionali e sovracomunali. Tramite questo strumento è possibile indirizzare, condizionare o in teoria vincolare le trasformazioni urbanistiche dei Comuni, imponendo limiti al consumo di suolo, linee guida per la progettazione adattiva. In realtà la Provincia non ha potere coercitivo né sanzionatorio. Per questo, per esempio, non prende posizione rispetto al tanto discusso taglio del bosco del Polo istituzionale, alle sue spalle.
Come fa notare Fabio Fabbri, dirigente del settore Territorio e Ambiente della Provincia: "I comuni hanno facoltà di governo, appunto con i Piani di governo del territorio (Pgt), mentre la Provincia ha funzione di coordinamento: non possiamo imporre scelte urbanistiche. Le province scontano il fatto di trovarsi in un limbo, non essendo ancora completata la riforma che le riguarda". Più perentoria la legge regionale per la riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato n.31 del 28 novembre 2014, nata per contrastare il consumo eccessivo di suolo agricolo e naturale in Lombardia, riconoscendo il presupposto che il suolo è una risorsa non rinnovabile, fondamentale per una gestione del territorio sostenibile. Quindi, la Provincia è chiamata a verificare che i Comuni riducano le previsioni di consumo di suolo, in conformità ai loro Pgt. Ma questo significa operare su carte e mappali, tenendo conto che terreni edificabili da decenni vedrebbero praticamente azzerato il loro valore commerciale se non fossero più edificabili, con relativa levata di scudi da parte dei proprietari. Per questo la nuova edizione del Ptcp della Provincia fa alcune modifiche che sollecitano i Comuni alla depavimentazione, ma non avendo potere coercitivo, i due articoli aggiunti, il 49 e il 50 ripiegano su nuove forme di compensazioni. Riguardano soprattutto le aziende che chiedono un ampliamento. È materia di questi giorni l’ampliamento di Cleaf a Macherio, che ha dovuto smantellare un impianto che si trova sul tracciato di Pedemontana.







