Stradello Aggazzotti, l’azienda dopo la sentenza del Consiglio di StatoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa Cooperativa Modenese Essiccazione Frutta – MonteRè "prende atto con rispetto" della sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato l’annullamento del permesso di costruire relativo al nuovo stabilimento di Stradello Aggazzotti. Non nasconde, tuttavia, la propria preoccupazione per le conseguenze concrete di questo blocco su una filiera agricola che rappresenta un’eccellenza del territorio modenese. "L’ampliamento non è un progetto di espansione fine a se stesso — sottolinea il presidente Gherardo Rangoni Machiavelli — ma una risposta urgente e non più rinviabile alle esigenze di una cooperativa che oggi gestisce oltre 500 ettari di impianti frutticoli. Di questi, più di 100 ettari di nuovi frutteti, messi a dimora negli ultimi anni dai nostri soci, entreranno in piena produzione già dal 2026. Senza una struttura di essiccazione e frigoconservazione adeguata, non saremo in grado di lavorare e conservare queste produzioni nei tempi e nei modi richiesti dalla natura stessa del frutto. Il rischio non è teorico: è concreto, ravvicinato e misurabile".
Le tempistiche, in questo settore, "non sono negoziabili. La prugna fresca ha finestre di raccolta e lavorazione estremamente ristrette: ogni settimana di ritardo nella disponibilità degli impianti si traduce in perdite di prodotto, di qualità e di reddito per le famiglie agricole socie. Con oltre 500 ettari di frutteti in gestione — una superficie che fa di MonteRè l’unico produttore italiano di prugne essiccate — la cooperativa non ha margini di flessibilità che altri comparti possono permettersi".










