L’emergenza dimenticata nella sanitàBoom dei medici a gettone, affidamenti diretti e altri segnali di danni strutturaliIl dato non lascia spazio a interpretazioni rassicuranti: nel biennio 2024-2025 il Servizio sanitario nazionale ha speso oltre un miliardo di euro per acquistare sul mercato medici e infermieri “a gettone”. Cinquecentosessantotto milioni nel solo 2025, in crescita del quindici per cento rispetto all'anno precedente. Non una diminuzione, dunque, nonostante i vincoli introdotti dal decreto-legge del 2023. Un aumento. Qualcosa non va. Il rapporto Anac fotografa con precisione ciò che molti operatori denunciano da anni: quello che nacque come rimedio emergenziale durante la pandemia si è trasformato in una componente strutturale e ordinaria del funzionamento della sanità pubblica italiana. Le aziende sanitarie non ricorrono ai gettonisti perché non sanno fare altrimenti: lo fanno perché non possono fare altro. Colpisce in particolare la composizione della crescita. La domanda di medici a gettone è esplosa (più 68% in numero di contratti) mentre quella di infermieri ha registrato una contrazione. Il sistema, insomma, non riesce a garantire nemmeno la copertura medica di base attraverso i canali ordinari, e supplisce acquistando prestazioni sul libero mercato a condizioni che l'Autorità stessa definisce spesso opache e poco competitive. Sul fronte procedurale, il quadro è altrettanto eloquente: il 70% dei contratti è stato affidato in via diretta, senza gara. Una scelta che, come osserva Anac, privilegia rapidità e semplicità a scapito della concorrenza e della trasparenza. Le ispezioni condotte congiuntamente ai Carabinieri dei Nas hanno rilevato criticità ricorrenti che restituiscono l'immagine di un sistema che gestisce l'emergenza cronica a colpi di scorciatoie. I dati del primo trimestre 2026 mostrano una contrazione, ma Anac avverte: è prematuro parlare di inversione di tendenza. La storia recente insegna che i trimestri successivi tendono a recuperare e superare i valori iniziali. E quindi, nonostante gli attuali paletti normativi, il miliardo del biennio appena trascorso rischia di diventare il nuovo punto di partenza più che un picco da non ripetere.
L’emergenza dimenticata nella sanità
Boom dei medici a gettone, affidamenti diretti e altri segnali di danni strutturali










