La fotografia di Parissi: "A Sollicciano problematiche mentali da affrontare, al Meucci anche i ’grandi’"Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFIRENZE
"Le criticità dell’istituto sono numerose: condizioni igieniche precarie, muffa alle pareti, allagamenti nei corridoi, nei passeggi e nelle celle quando piove, infestazione da “cimice dei letti”". E’ la relazione 2026 del garante dei detenuti, appena approvata dal consiglio regionale. E il capitolo Sollicciano, firmato dal garante del Comune di Firenze Giancarlo Parissi, e inserito nella più ampio documento curato dall’omologo regionale Giuseppe Fanfani, suona come una profezia, alla luce dei recenti sequestri di alcune sezioni del penitenziario più grande della Toscana che ospita oltre 600 detenuti.
"Al giudiziario non funziona l’ascensore, perciò i portavitto devono con forte disagio usare le scale - prosegue Parissi -. L’impianto idrico non è idoneo a supportare l’impianto di riscaldamento, di conseguenza gli ambienti non sono sufficientemente riscaldati e spesso l’acqua è fredda. Tale disagio ha interessato anche i locali della scuola, comportando una non auspicabile ma necessaria interruzione dell’attività didattica per una settimana durante il periodo di maggior freddo. Per quanto riguarda l’attività didattica si segnala la disparità tra la sezione maschile e femminile, visto che al femminile non sono previsti i corsi di scuola superiore di secondo grado". Ma secondo il garante, alle tante e note "deficienze strutturali" di Sollicciano, si aggiunge un’amara fotografia della popolazione detenuta, le cui condizioni psichiche rendono ancora più difficile il loro percorso. "Emarginati, isolati e respinti anche nei periodi di vita in libertà, senza riferimenti stabili, poveri economicamente e culturalmente, soli e senza strumenti per costruire una vita relazionale sufficiente, con vissuti di dipendenza, condizioni di disagio mentale a gradi diversi di gravità, non sempre certificati ma ugualmente presenti. Per la maggior parte, queste sono le persone che popolano le celle di Sollicciano".






