Scontro ad alta tensione nello Studio Ovale tra Donald Trump e il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Nel corso del faccia a faccia, il presidente americano ha sferrato un duro affondo contro i principali partner europei, riaprendo una profonda frattura all’interno dell’Alleanza Atlantica. Puntando il dito in particolare contro Italia, Regno Unito, Germania e Francia, Trump non si è limitato alla consueta polemica sui bilanci della difesa: ha accusato le capitali europee di averlo lasciato solo. “Ci hanno mollato”, ha detto.

La solidarietà atlantica, nella sua lettura, viene così ridotta a un rapporto esclusivamente transazionale, in cui la protezione di Washington si ottiene solo dimostrando lealtà operativa sul terreno. Il vero teatro dello scontro, però, non è l’Europa, bensì il Medio Oriente: al centro, la gestione della crisi con l’Iran e la sicurezza delle rotte energetiche nello Stretto di Hormuz. Secondo Trump, gli alleati non avrebbero condiviso rischi e supporto logistico, lasciando agli Stati Uniti il peso del confronto con Teheran.

In questo contesto l’Italia è finita direttamente nel mirino per la questione delle basi. Il presidente americano contesta alla premier Giorgia Meloni di aver frapposto un ostacolo alle operazioni statunitensi, negando l’uso di piste e infrastrutture alle condizioni dettate da Washington. Una frizione che tocca il nervo scoperto della sovranità nazionale: Roma ha respinto l’ipotesi di un coinvolgimento pieno contro l’Iran, rivendicando di aver autorizzato soltanto voli tecnici e logistici e negando l’impiego del territorio italiano come piattaforma per azioni offensive.