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9 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 9:53

Donald Trump ha minacciato ancora l’Europa tornando a evocare lo spauracchio dell’invasione della Groenlandia, come ritorsione per il mancato sostegno della Nato alla guerra contro l’Iran, senza svelare se gli Usa si ritireranno dall’Alleanza atlantica. Mark Rutte ha incassato la sfuriata come un punching ball, parando i colpi, nell’incontro alla Casa Bianca concluso quando in Italia era circa mezzanotte. Poche ore dopo il colloquio di Washington tra il presidente Usa e il segretario generale della Nato, il tycoon ha tuonato dal suo profilo del social Truth: “La Nato non c’era quando ne avevamo bisogno, e non ci sarà se ne avremo bisogno di nuovo. Ricordate la Groenlandia: quel grosso pezzo di ghiaccio, mal gestito”.

Alla Cnn, l’ex premier olandese ha descritto il confronto con Trump come “schietto e aperto”: difficile immaginare il contrario, considerando il temperamento del presidente. “Un incontro fra amici, ammiro la sua leadership“, ha dichiarato Rutte senza lesinare elogi, malgrado le minacce all’isola danese e i duri rimproveri all’Europa. Ma il segretario Nato rivendica di aver fatto valere le ragioni del Vecchio Continente, nel colloquio con Trump, presumibilmente tutto orecchi: “Ha anche ascoltato con attenzione le mie argomentazioni su quello che sta succedendo, ho fatto notare come molti paesi europei hanno aiutato, in termini di basi, logistica, sorvoli e rispetto degli impegni presi”. Eppure Donald non ha nascosto la “chiara delusione” per lo scarso contributo di “molti alleati della Nato” nelle operazioni in Medio Oriente.