Ridurre la carcerazione preventiva, aumentare la possibilità di misure alternative per alcune categorie di soggetti, proseguire l'ampliamento delle strutture penitenziarie nonostante le difficoltà. Sono le principali direttive su cui il governo si sta muovendo per far fronte all'emergenza sul sovraffollamento delle carceri, tornata al centro del dibattito politico dopo l'uscita dal carcere di Gianni Alemanno, il quale durante i suoi mesi di detenzione si è fatto portavoce delle istanze per i diritti delle persone ristrette, fino a portare in queste ore - ormai da uomo libero - le sue riflessioni appena uscito fuori dall'istituto di Rebibbia: "Ho visto e conosciuto una realtà terribile, il carcere è una vergogna per la Repubblica, una offesa per come tratta la gente e che non dà, a chi se la merita, una possibilità di cambiamento", dice l'ex sindaco sottolineando che "la battaglia per il sovraffollamento non ha colore politico. Non è di destra o di sinistra. Mi auguro che il Parlamento faccia una legge trasversale sul sovraffollamento". E infine ribadisce la sua intenzione di affrontare la questione con il Guardasigilli Carlo Nordio: "Sono convinto che il ministro abbia la percezione esatta di quello che succede in carcere. Bisogna entrare nelle celle e parlare con le persone e questo lui ancora non lo ha fatto. Con il 140% di affollamento non si riesce a fare nulla. Bisogna creare un processo di rieducazione e dare una possibilità a chi lo merita, perché soltanto abbattendo la recidiva si difende fino in fondo la sicurezza dei cittadini".
Meno carcere preventivo ed edilizia, le mosse del governo - Notizie - Ansa.it
Ridurre la carcerazione preventiva, aumentare la possibilità di misure alternative per alcune categorie di soggetti, proseguire l'ampliamento delle strutture penitenziarie nonostante le difficoltà. (ANSA)








