Il piano carceri del governo è stato presentato ieri dal ministro Nordio ed è abbastanza corposo. Il sì del Consiglio di ministri ai progetti di via Arenula consente di varare la lotta al sovraffollamento nei luoghi di custodia cautelare e detenzione non attraverso provvedimento modello indulto o amnistia ma con una precisa strategia.

Anzitutto attraverso nuove strutture da edificare per un totale di circa diecimila posti in più per detenuti (oggi sono più di sessantamila rispetto ai quarantamila circa disponibili). Il tutto nel triennio che terminerà nel 2027 e l’intervento previsto si svolgerà attraverso 60 interventi edilizi. Nordio ha sottolineato l’assoluta compattezza dell’esecutivo e anche dalla Lega – sia con Salvini che con il sottosegretario Ostellari – hanno tenuto a ribadirlo. Idem Tajani per Forza Italia.

Ma ad esprimere la soddisfazione più evidente è la premier. In un intervento video, Giorgia Meloni ha tenuto ad offrire il proprio punto di vista su quanto approvato in Consiglio dei Ministri, con «un piano straordinario di interventi che ci farà avere con opere in cantiere già oggi e con il termine dei lavori al 2027 circa diecimila nuovi posti detentivi, con un investimento complessivo di oltre 750 milioni di euro. Stiamo lavorando per aggiungere altri 5.000 posti in modo da colmare l’intero divario che c’è tra le presenze e i posti disponibili». Promesse a cui seguono gli impegni, ha tenuto a ribadire.