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La premier trova sintonia nel formato E5 con Macron, Merz, Starmer e Tusk, che rinnova il pieno sostegno all'Ucraina e alla pace Iran-Usa, mostrando buona volontà di investire sulla difesa. A rovinare la giornata italiana è il segretario generale della Nato che parla di basi militari italiane usate dai caccia americani, irritando la Difesa e Palazzo Chigi. Salvo poi correggere il tiro, quando la bufera politica si è già scatenata
C’è irritazione alla Difesa. Un malessere condiviso da Palazzo Chigi, lasciato per qualche ora da Giorgia Meloni, volata a Berlino per il vertice E5: “Rafforziamo la componente europea della Nato” è il messaggio chiave. Alla riunione, dedicata all’Ucraina e alle spese militari, si collega da Washington il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Mark Rutte. Serve un momento di chiarimento, dopo l’uscita roboante di questa mattina: "Cinquecento aerei Usa sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l'operazione” in Iran.














