Genova – Uno studente su quattro, in Italia, fa uso di droga: nel 2025 quasi 350mila under 18 hanno usato almeno una sostanza illegale, pari al 23% della popolazione studentesca (nel 2024 il dato si fermava al 20%). Ma i consumi di sostanze stupefacenti cambiano nel tempo: dalla relazione annuale al Parlamento sulle dipendenze, presentata ieri dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche contro la droga e le altre dipendenze Alfredo Mantovano, emerge un quadro in costante mutamento: calano i consumi di cannabis ed eroina, aumentano quelli di cocaina e crack. E preoccupano le nuove sostanze sintetiche, che vengono classificate sotto la dicitura Nuove Sostanze Psicoattive (Nps), in particolare cannabinoidi sintetici e nuovi oppioidi. Come cambia il consumo di droga Cannabis e cocaina restano le sostanze dal consumo più largo in assoluto, ma in entrambi i casi registrano un leggero calo rispetto all’anno precedente. Tra i più giovani scende l’assunzione di cannabis (nel 2025 ne ha fatto uso il 18% degli studenti, a fronte del 21% registrato nel 2024). Per quanto riguarda la cocaina, il 33% dei decessi droga-correlati direttamente accertati dalle forze dell’ordine è stato attribuito alla coca. Sono in lieve aumento le persone in trattamento per uso primario di cocaina o crack, e il 28% delle persone prese in carico dai SerD faceva uso primario di cocaina o crack. Tra i fenomeni evidenziati dal report emerge anche l’uso di psicofarmaci senza prescrizione medica: oltre 470mila studenti (il 19% del totale in Italia) ne hanno fatto uso almeno una volta nella vita e 280mila (11%) nell’ultimo anno. Il quadro in Liguria Nella relazione ci sono anche alcuni spunti relativi ai territori. E la Liguria, in particolare, è terza tra le regioni italiane per chili di sostanze stupefacenti sequestrati ogni 100 mila abitanti: lo scorso anno sono stati 181, un dato più alto si è registrato soltanto in Sardegna e in Calabria. Per quanto riguarda la classifica dei sequestri di eroina e altri oppiacei, la Liguria è prima con 131 chili: gran parte di questo triste record è legato al maxi sequestro di una partita ingente di eroina realizzato nel marzo dello scorso anno: la droga proveniva in gran parte dall’Iran, ed era stata nascosta tra mattonelle di un carico. C’è poi un altro elemento territoriale che viene evidenziato nella relazione, e riguarda l’incremento del consumo di ecstasy. «Gli aumenti più rilevanti si riscontrano a Genova, Torino, Montichiari, Merano, Terni” si legge nel testo presentato al Parlamento. L’uso problematico di Internet Nella relazione si affrontano anche le dipendenze legate all’utilizzo di Internet, in particolar modo per i più giovani. “Quasi 230mila studenti minorenni hanno mostrato un utilizzo problematico di Internet, caratterizzato da difficoltà nel controllo del tempo trascorso online e dalla tendenza a trascurare sonno e relazioni sociali” si legge nella relazione. Per quanto riguarda il cyberbullismo, il 47% dei minorenni ha riferito di essere stato vittima di episodi online, mentre il 32% di aver assunto in prima persona comportamenti offensivi o aggressivi in rete. L'1,4% ha partecipato ad almeno una challenge online nella propria vita, mentre il ghosting resta un'esperienza molto diffusa sia come comportamento messo in atto (30%) sia come esperienza subita (29%). Quanto al gaming, “il 17% degli studenti minorenni ha mostrato profili di gioco a rischio, spesso associati a irritabilità e difficoltà di regolazione emotiva quando impossibilitati a giocare”. C’è poi il fenomeno sociale dell’Hikikomori: i ragazzi, spesso giovanissimi, che si isolano dal resto del mondo. “Oltre 26mila studenti under 18 (pari all’1,7% della popolazione studentesca) hanno riferito un isolamento sociale protratto per più di sei mesi, mentre un ulteriore 2,3% ha sperimentato periodi di ritiro tra tre e sei mesi” viene evidenziato nella relazione. Alcol, tabacco e azzardo Per quanto riguarda il gioco d'azzardo, tra i minorenni raggiunge i livelli più elevati osservati negli ultimi anni: “Il 64% degli studenti under18 ha riferito di aver giocato almeno una volta nella vita e il 59% lo ha fatto nel corso dell'ultimo anno”. Dalla relazione emerge anche il dato relativo alla diffusione del consumo di quelle che vengono definite “sostanze legali a effetto psicoattivo”: quasi 500 mila studenti minorenni (31%) hanno fumato tabacco nel corso del 2025, in lieve diminuzione rispetto all'anno precedente, mentre il consumo episodico eccessivo di alcol “continua a interessare una quota rilevante di adolescenti. Un quarto della popolazione scolastica minorenne, riferisce almeno un episodio di ubriacatura nel corso dell'anno, con una maggiore diffusione tra le studentesse”. Si tratta, complessivamente, di circa 380 mila studenti in Italia. “Numeri da pandemia” In occasione della presentazione della Relazione annuale al Parlamento sulle dipendenze la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha inviato un videomessaggio in cui parla di “un fenomeno in evoluzione, cambiano i consumi, le vecchie dipendenze si intrecciano alle nuove, emergono problemi sconosciuti in passato, non solo tra i più giovani. E' una realtà molto complessa che richiede un approccio a 360 gradi e il coraggio di risposte lungimiranti, risposte che abbiamo tentato di dare in questi anni partendo dalle priorità, come la questione delle risorse”. La premier ha spiegato che il governo è al lavoro per definire il nuovo “piano nazionale sulle dipendenze” che “individuerà gli obiettivi dei prossimi anni”. “Continueremo a lavorare senza sosta - ha concluso Meloni - per costruire una società libera dalle droghe e da ogni dipendenza, perché sono sfide come queste che animano il nostro impegno e definiscono chi siamo e chi vogliamo essere per i nostri figli e per chi verrà dopo di noi". Per il sottosegretario Mantovano “quella contro le dipendenze è una guerra e non può essere condotta in solitaria utilizzando un solo battaglione. Richiede una straordinaria capacità di fare squadra, quindi richiede il concorso attivo, e già sta avvenendo, da parte delle regioni, dei comuni, dei servizi sociosanitari, del territorio, delle scuole, del terzo settore, del volontariato e di tutti i corpi intermedi a cominciare dalle famiglie”. L’esponente del governo ha evidenziato come i numeri "sono quelli di una pandemia che ha una particolarità: quella di non essere percepita come tale. È come se al tempo del Covid ci fossimo disinteressati delle caratteristiche del virus e della sua diffusione”.