La relazione al ParlamentoLa premier Meloni: «Occorrono un approccio a 360 gradi e risposte lungimiranti. Il governo ha costruito un nuovo metodo di lavoro, condiviso con tutti coloro che sono impegnati nel contrasto alle dipendenze»di Pietro Menzani24 giugno 2026Mantovano: Su dipendenze numeri da pandemia, preoccupa uso di cocainaNel 2025 quasi 350mila studenti under 18 hanno usato almeno una sostanza illegale. Si tratta di una piaga che coinvolge circa il 23% della popolazione scolastica minorenne. Cannabis e cocaina restano gli stupefacenti più diffusi.Domande di approfondimento generate da 24Ore AIÈ quanto emerge dalla Relazione del 2026 al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia stilata in vista della Giornata internazionale contro l’abuso di droga in programma il 26 giugno. I dati sono stati presentati durante una conferenza stampa tenuta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.In un messaggio inviato in occasione dell’evento, la premier Giorgia Meloni ha spiegato che per contrastare il fenomeno delle dipendenze occorrono «un approccio a 360 gradi e risposte lungimiranti. Il governo ha costruito un nuovo metodo di lavoro, condiviso con tutti coloro che sono impegnati nel contrasto alle dipendenze: famiglie, scuole, polizia, magistrati, media. Un gioco di squadra per sciogliere nodi rimasti irrisolti per anni. Il lavoro non è finito. Continueremo senza sosta per una società libera dalle droghe e dalle dipendenze». La presidente del Consiglio ha anche annunciato che l’Esecutivo sta definendo «il nuovo Piano nazionale sulle dipendenze».Giovani e sostanzeDopo la flessione registrata tra il 2022 e il 2024 la Relazione rileva una ripresa dei consumi di numerose sostanze tra gli studenti di 15-19 anni: dalla cocaina alla ketamina, passando per allucinogeni, oppiacei, catinoni sintetici, oppioidi sintetici e stimolanti. Rimane poi rilevante il fenomeno dell’uso combinato di droghe, che vede coinvolti anche psicofarmaci assunti senza prescrizione medica (quasi 180mila minorenni - l’11% - ne hanno fatto uso nel 2025, con prevalenze quasi doppie tra le ragazze).La cocaina si conferma una delle sostanze con il maggiore impatto sanitario e sociale in Italia. Nel 2025, infatti, circa un terzo dei decessi direttamente accertati dalle forze dell’ordine è stato attribuito a questa droga, che è responsabile anche del 32% dei ricoveri ospedalieri dovuti al consumo di stupefacenti.La cannabis e le NpsNonostante un lieve calo registrato nel 2025, la cannabis rimane la sostanza più diffusa tra i giovani. Il 18% degli studenti riferisce di averne fatto uso nell’ultimo anno (era il 21% nel 2024). La media rilevata è di circa 45 dosi giornaliere ogni mille abitanti, mentre era di 51-52 negli anni precedenti. Preoccupa però il fatto che il mercato dei prodotti a base di cannabis è caratterizzato da una crescente diffusione di prodotti ad altissima potenza come estratti, oli, cere e liquidi per sigarette elettroniche, dove le concentrazioni di Thc possono superare l’80-90 per cento.Sul fronte delle Nuove sostanze psicoattive (Nps) come cannabinoidi sintetici e nuovi oppioidi, invece, il Sistema nazionale di allerta rapida per le droghe (NEWS-D) ha identificato 92 nuove sostanze sul territorio nazionale.Prevenzione e contrastoCentrali nella lotta all’abuso di stupefacenti sono le reti assistenziali territoriali, che rimangono un presidio cruciale nella risposta alle dipendenze tramite percorsi integrati di presa in carico, cura, riabilitazione e reinserimento sociale.Nel 2025 sono state oltre 130mila le persone prese in carico dai servizi pubblici per le dipendenze, con un aumento del 3,5% rispetto al 2024. Le comunità terapeutiche hanno assistito circa 25mila utenti nell’ambito di percorsi residenziali e riabilitativi. Sono poi aumentati del 15% gli accessi ai pronto soccorso italiani per condizioni legate all’uso di droga, per un totale di oltre 9.600 accessi.Essenziali secondo la relazione sono anche le iniziative di formazione e sensibilizzazione: nel 2025 le amministrazioni regionali e i dipartimenti delle dipendenze hanno riportato in totale 407 progetti di prevenzione rivolti alla popolazione generale (+11% sul 2024), mentre sono stati attivati 380 progetti nelle scuole secondarie di primo e secondo grado (+16% rispetto allo scorso anno).L’intervento delle istituzioni«Il fenomeno delle sostanze - ha osservato Mantovano - riguarda sempre più spesso ragazzi molto giovani e contesti apparentemente normali: questo significa che nessuna famiglia può considerarsi immune», aggiungendo che quelli emersi dalla Relazione sono «i numeri di una pandemia che ha la caratteristica di non essere percepita come tale».Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, ha sottolineato che, «indipendentemente dalle appartenenze politiche, riuscire a fare squadra è l’unico modo per raggiungere un risultato e limitare i danni. Come sistema delle Regioni vogliamo metterci tutto l’impegno possibile» e ha avvertito che «le dipendenze digitali personalmente mi preoccupano molto. In questo momento alle famiglie italiane va dato un messaggio forte».Il presidente dell’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci) Gaetano Manfredi, poi, ha ribadito la volontà dei sindaci di dare tutto il supporto necessario alle istituzioni nazionali in questa lotta: «Il tema delle dipendenze è multidimensionale e tocca tante parti delle nostre comunità: sindaci e comuni sono in prima linea anche per la loro prossimità».Le altre dipendenze L’abuso di stupefacenti non è l’unica dipendenza che affligge i giovani italiani. Rimane endemico tra le nuove generazioni anche il consumo di alcol e tabacco. Il 31% degli studenti minorenni (quasi 500mila ragazzi) ha fumato tabacco nel 2025, valore in lieve flessione rispetto al 2024, mentre circa 380mila studenti under 18 - un quarto della popolazione studentesca minorenne - hanno riportato di essersi ubriacati almeno una volta nel corso dell’anno passato.Invece, sul fronte delle dipendenze dalle tecnologie digitali i dati rilevati dalla Relazione lasciano ben sperare. Nel 2025 circa 15mila studenti tra gli 11 e i 13 anni (1%) sono vittime della social media addiction, dato in netto calo rispetto al 2,2% registrato nel 2022; 111mila studenti (7%) risultano a rischio di Internet gaming disorder, a fronte dell’11% del 2022.NewsletterNotizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.Iscriviti