L’indignazione, ormai, è collettiva. Ora, però, dopo le parole arriva la fase, forse, più complicata: evitare ulteriori foto-scandalo come lo scatto realizzato dal giornalista del Nuovo Quotidiano di Puglia, Pierpaolo Spada, in cui è stato immortalato un ragazzino che fa su e giù sulla spiaggia di Porto Cesareo. Undici, forse dodici anni. Non di più. Pantaloni e maglietta nera, con il volto sudato. Zaino in spalla. Piegato dalla fatica e dal caldo. Da una mano si nota una collanina. Cerca qualcosa: soldi, cibo, pausa. Un ambulante, a vedere lo scatto. Probabilmente indiano. Tanti forse, tante ipotesi mentre l’onda dell’indignazione è diventata dilagante. Montata su più livelli: istituzionali e sociali non appena la foto si è diffusa con tempistiche virali sui social.
Dopo la vergogna, però, è il momento di agire. E non si sottrae ai suoi obblighi, il sindaco di Porto Cesareo, Francesco Schito, appena eletto con la civica “La rotta giusta”, e alle prese con un caso sociale e civico di portata nazionale. Da settimane, impegnato sulle spiagge, megafono in mano, in una campagna di sensibilizzazione per invocare maggior rispetto per l’ambiente. Ma, ora, alle sue battaglie dovrà aggiungerne un’altra: quella della dignità dei lavoratori, in particolare dei più giovani.










