A Torre Lapillo, frazione di Porto Cesareo (Lecce), le autorità autorizzano la pulizia meccanica, con i trattori, della spiaggia dunale. Ma la responsabile della Lipu insorge: “Fareste meno danni a non far nulla”. Tutto inizia con la segnalazione che le macchine sono in attività sulla sabbia. “Un pugno nello stomaco – spiega Valentina Martina – nel vedere quel trattore con la spazzatrice meccanica sulla spiaggia. Nel periodo più delicato: cova del fratino, specie in via d’estinzione, e schiusa delle tartarughe Caretta caretta”.

Mezzi sulla battigia e operatori a ridosso della duna embrionale e della vegetazione costiera, dove i piccoli di fratino si mimetizzano e la Posidonia protegge la spiaggia dall’erosione. Ed è la sindaca del Comune ionico, Silvia Tarantino, a pubblicizzare l’opera dei mezzi all’alba, sulla spiaggia.

“In questi mesi – continua Martina - ho vegliato su un nido, settimane intere. E, insieme ai volontari, abbiamo battuto tutta la costa provinciale per il censimento nazionale del fratino. Conoscere quei metri di sabbia significa sapere che una ruota o un passo per cancellare una stagione. Esiste un Piano di pulizia degli arenili e regole chiare. In questo periodo i mezzi meccanici non si usano, le dune non si toccano, la Posidonia non si rimuove. Questa non è tutela: è danno. Si denunciano le tende sull’isolotto in nome dell’ambiente, e poi si entra con le macchine dove l’ambiente è più fragile. La tutela non è a giorni alterni. Ho fatto le foto dei fratini nel loro habitat. Guardatele bene: erano vita, ora sono solo ricordo. Guardate cosa avete cancellato”.