Il presidente della Fondazione Icsa contesta la ricostruzione del segretario Nato sui 500 aerei Usa: “O mente Rutte o mentono gli Stati Uniti”. E chiede al governo una precisazione ufficiale
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Cinquecento aerei statunitensi avrebbero utilizzato basi italiane "per supportare" l'operazione “Epic Fury”. Questo quanto affermato dal segretario generale della Nato Mark Rutte nel corso di un’intervista a Fox News, parole che hanno scatenato l’immediata reazione del ministero della Difesa – “dall’Italia solo voli tecnici e logistici” – nonché l’offensiva delle opposizioni. Sulle affermazioni di Rutte è intervenuto anche il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare e attuale presidente della Fondazione Icsa.In una dichiarazione rilasciata all’Adnkronos, ha rilevato una divergenza tra la ricostruzione del segretario generale della Nato e le posizioni espresse dagli Usa. "O mente Rutte o mentono gli Stati Uniti. Chi non mente è certamente il governo italiano”, l’analisi del generale: “Il segretario generale della Nato, per motivi che sarebbe interessante conoscere, ha detto che c'é stato un massiccio contributo alle operazioni belliche in Iran generato dal territorio italiano, quando invece dovrebbe sapere meglio di ogni altro che ogni attività operativa, bellica o di altro tipo, in partenza dalle basi italiane, non può che essere collegata allo status Nato delle forze dislocate, ossia rientranti in attività Nato. Attività che debbono essere manifestate nelle loro finalità alle autorità italiane, a cominciare dal comandante delle basi aeree".Secondo Tricarico, la questione riguarda anche le procedure attraverso le quali vengono indicate alle autorità italiane le finalità dei voli in partenza dalle infrastrutture militari concesse in uso agli Stati Uniti. Il generale ha osservato che le informazioni contenute nei piani di volo potrebbero, in alcuni casi, risultare generiche o non corrispondere pienamente alla natura effettiva delle missioni. “È questo purtroppo un punto debole dell’interazione Italia-Usa nell’utilizzo delle infrastrutture concesse in uso, in quanto non è da escludere che il vero motivo dei voli, da precisare nei piani di volo, non corrisponda alla natura vera del volo o sia troppo generico per nascondere finalità non consentite”, l’analisi di Tricarico.










