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Cinquecento aerei statunitensi decollati dalle basi italiane verso l'Iran. Se la notizia fosse confermata, Roma avrebbe dovuto autorizzarli? E lo avrebbe fatto sapendo davvero dove erano diretti? A rispondere alle domande della giornalista Marilena Vinci, inviata del programma “4 di Sera” condotto da Francesco Vecchi su Rete 4, è uno dei massimi esperti italiani di strategia aerea: il generale Leonardo Tricarico, già Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare - il vertice assoluto della forza armata, carica ricoperta dal 2002 al 2006 - e oggi presidente della Fondazione ICSA, Intelligence Culture and Strategic Analysis, il think tank romano che analizza scenari di sicurezza internazionale.
Pilota di caccia con migliaia di ore di volo alle spalle, già protagonista delle operazioni Nato nei Balcani, Tricarico ha trascorso decenni a negoziare e gestire i rapporti operativi con gli alleati d'oltreoceano. Conosce dall'interno le opacità di quella interlocuzione. E questa volta non ha voglia di ammorbidire il giudizio. La risposta di Tricarico alla domanda della giornalista è netta fin dall'inizio: per voli al di fuori del perimetro Nato, l'autorizzazione italiana era obbligatoria. “Doveva avere certamente l'autorizzazione dal comandante italiano e dal governo italiano se lo scopo del volo non fosse inquadrabile in una motivazione Nato. Siccome l'Iran è al di fuori della zona e degli scopi della Nato, doveva essere concessa un'autorizzazione”.










