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Marzia Zamattio

La donna sarebbe stata trasferita da Trento a Udine e isolata in un ufficio senza riscaldamento, con un pc obsoleto e lo stipendio decurtato. Agli atti del procedimento ci sono anche aggressioni verbali e fisiche che avrebbero causato alla 54enne crisi di panico

Sono finiti davanti al giudice per stalking professionale due dirigenti della Dis-Pe srl, azienda con sede in provincia di Udine, che si occupa della distribuzione di prodotti editoriali e di altro genere in Friuli Venezia Giulia, Veneto e parte del Trentino Alto Adige. Si parla di vessazioni ripetute nel tempo, orari lavorativi impossibili di 15 ore al giorno, litigi e poi il demansionamento. Ma anche di aggressione verbale nei confronti di una 54enne trentina, responsabile operativa delle sedi di Trento e Bolzano, costretta infine a dimettersi.

Il processoIeri mattina (23 giugno) si è aperto il processo davanti al giudice Rocco Valeggia, pm Giorgio Bocciarelli, udienza necessaria per riunire tre procedimenti penali (per stalking occupazione, per aggressione verbale, per mobbing davanti a giudice del lavoro), rinviata a gennaio 2027, in attesa del procedimento davanti al giudice del lavoro Flaim a dicembre per il demansionamento nei confronti della donna, difesa dall’avvocato di fiducia Giovanni Guarini. I fatti si riferiscono al periodo che va dal novembre 2023 al febbraio 2014, mese in cui la donna presenta denuncia querela e mette fine all’incubo nel quale era finita. I soprusi sarebbero iniziati dopo che la donna aveva sollevato delle critiche in merito ai carichi di lavoro, aumentati in quanto la ditta aveva incrementato la distribuzione di alcuni prodotti.